Effetti collaterali del lockdown sui bambini: obesità

Effetti collaterali del lockdown sui bambini: obesità
Effetti collaterali del lockdown sui bambini: obesità

La pandemia di Coronavirus ha provocato danni in diversi settori della nostra vita, dal sistema sanitario a quello economico, ma ha avuto effetti collaterali anche sui bambini che per molti versi hanno risentito di questa chiusura totale nei mesi di marzo e aprile. Ma quali sono questi effetti collaterali?

Bambini: ecco perché la quarantena ha peggiorato l’obesità

Tra gli effetti collaterali della quarantena di marzo e aprile scorsi, c’è sicuramente l’obesità in bambini e adolescenti.
La quarantena ha visto i governi adottare misure stringenti per interrompere la catena dei contagi in merito al distanziamento sociale. Infatti, restare chiusi in casa per un lungo periodo di tempo, come emerge anche da numerosi studi, può avere impatto non solo sulla salute psicologica ma anche fisica. Secondo uno studio condotto da alcuni scienziati, durante il lockdown diversi bambini hanno portato avanti uno stile di vita scorretto. Questo significa che hanno assunto principalmente bevande zuccherate, patatine fritte e carne rossa. Mancando la possibilità di fare attività fisica hanno passato almeno 5 ore in più su smartphone, tv e pc e dormito mezz’ora di più.

Cosa fare per rimettersi in forma?

Dopo la fine della quarantena i bambini stanno tornando pian piano alle loro attività di sempre. Questo vuol dire meno tempo in casa fossilizzati di fronte a dispositivi tecnologici e più possibilità di contrastare fenomeni di obesità. Dato che l’aumento di peso può avere effetti duraturi sulla salute dei bambini, è bene contrastare gli atteggiamenti non salutari adottando uno stile di vita sano e una corretta alimentazione.
Findental

Informazione Pubblicitaria

Quali gli altri effetti collaterali causati dal lockdown?

Durante la quarantena i bambini hanno perso i loro punti di riferimento sociali, ossia scuola, amici, nonni ecc. Le uniche persone con cui si sono potuti interfacciare sono stati i genitori pressati a loro volta da problemi economici e paure dal punto di vista sanitario e relazionale. Con la riapertura alla vita sociale in sicurezza, il timore è che i bimbi possano portarsi dietro la sofferenza e il senso di chiusura percepiti nel corso del lockdown.

Ecco perché è importante che i genitori siano sempre molto chiari con i propri figli, senza essere eccessivamente allarmisti, cercando di non omettere informazioni altrimenti nei bimbi c’è il rischio che insorgano pensieri e fantasie paurose che possono accrescere insicurezza e malessere. Altro effetto collaterale è la didattica a distanza, che se da una parte favorisce il prosieguo di contatti e relazioni con i propri compagni e docenti, dall’altro mostra come la digitalizzazione non possa sostituire la formula in presenza, sia in termini di apprendimento sia di socializzazione.

Bimbi che somatizzano: quali sono i campanelli d’allarme?

Potrebbero manifestarsi sintomi di somatizzazione riguardo a ciò che è accaduto tramite una regressione rispetto ad autonomie già acquisite. Quindi i bimbi potrebbero chiedere di dormire con i genitori, chiedere più attenzioni e potrebbero tornare a bagnare il letto. O magari manifestare maggiore irrequietezza e aggressività. In questi casi bisognerà valutare se la cosa potrà risolversi spontaneamente o se sarà necessario intervenire tramite consulenza psicologica.