Polizza assicurativa o piano mutualistico?

Scopriamo insieme le differenze

Quali soluzione offre il mercato per la tutela della salute?

Negli ultimi anni il mercato delle polizze assicurative e dei piani mutualistici, dedicati alla tutela della salute, ha subito una forte crescita. Tali strumenti risultano essere l’unica valida alternativa ai disservizi del sistema sanitario pubblico ed ai lunghi tempi d’attesa per prenotare una visita specialistica.

Per gli italiani si tratta di un vero e proprio calvario, basti pensare che servono in media 128 giorni per una visita endocrinologica, 97 per una mammografia, 75 per una colonscopia, 65 per una visita oncologica e il 35,8% dei cittadini non è riuscito neanche a trovare una disponibilità.

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La spesa sanitaria privata, ha raggiunto nel 2019 circa 40 miliardi di euro(fonte IX Rapporto Rbm-Censis).

In pratica un italiano su tre è costretto a rivolgersi alla sanità a pagamento, privata o intramoenia per ottenere una prestazione che il servizio sanitario nazionale non riesce a svolgere nei modi e nei tempi richiesti. Sono quasi 20 milioni gli italiani che hanno dovuto pagare almeno una prestazione sanitaria durante l’anno e di questi circa il 50% appartiene alle categorie sociali più fragili, come gli anziani e malati cronici.

Per usufruire della sanità di cui si ha bisogno è necessario combinare il pubblico con il privato. Ormai è necessario ed inevitabile spendere per la propria salute.

La spesa privata riguarda prestazioni sanitarie necessarie o inutili?

Certo è che tutte le prestazioni svolte nel privato dopo il vano tentativo di prenotazione attraverso il SSN sono state prescritte da un medico.

Tra quelle effettuate direttamente nel privato hanno una prescrizione medica il 92,5% delle visite oncologiche, l’88,3% di quelle di chirurgia vascolare, l’83,6% degli accertamenti diagnostici, l’82,4% delle prime visite cardiologiche con Ecg.

Sono numeri relativi a prestazioni necessarie, non un ingiustificato consumismo sanitario. In un contesto di questo tipo sono sempre più gli italiani che sottoscrivono una polizza sanitaria con una Compagnia assicurativa o si rivolgono ad una Società di Mutuo Soccorso, aderendo ad un sussidio mutualistico.

Quali sono le differenze tra polizza sanitaria e piano mutualistico?

Di seguito andremo a vedere alcune differenze tra le due tipologie di soluzioni che possiamo trovare sul mercato. Prima di farlo è bene sottolineare che le società di mutuo soccorso non hanno fini di lucro a differenza delle Compagnie assicurative e tutti coloro che aderiscono al piano mutualistico diventano, attraverso il loro contributo, soci della mutua.

Vediamo, dunque, le principali differenze.

  • Possibilità di Recesso: le Compagnie assicurative a seguito di un sinistro possono recedere dal contratto stipulato, lasciando l’assicurato negli anni successivi privo di copertura, forse nel momento di maggior bisogno.

Per contro nelle Mutue solo il socio può recedere dal contratto. Quindi in caso di sinistro potremo continuare ad usufruire delle garanzie previste dal piano sottoscritto.

  • Vincoli di età: il piano sanitario mutualistico normalmente non prevede un vincolo d’età in ingresso e il socio resta tale a vita.

Nel caso di una polizza assicurativa ci sono vincoli, sia in termini di età oltre la quale non è possibile la sottoscrizione, sia un’età oltre la quale la polizza decade.

  • Patologie pregresse: le Mutue diversamente dalle Compagnie assicurative trascorso un certo numero di anni includono nella copertura anche le patologie pregresse
  • Durata copertura: le polizze assicurative hanno una durata molto breve, solitamente 3-5 anni, a differenza del piano mutualistico che non prevede una scadenza. Sottoscrivendo una polizza assicurativa non c’è alcuna garanzia che alla scadenza la stessa venga rinnovata.
  • Vantaggio fiscale: il piano mutualistico, a differenza della polizza assicurativa, è detraibile per le persone fisiche al 19% fino ad un massimo importo imponibile di 1.291,14 euro. Mentre per le aziende i contributi si assistenza sanitaria versati a favore dei propri dipendenti sono deducibili fino ad un importo di € 3.615,20€.

Cosa scegliere tra Polizza Sanitaria o Sussidio Mutualistico?

Sulla base delle riflessioni precedenti il piano mutualistico risulta essere il miglior compagno di viaggio, senza brutte sorprese, per tutelare la nostra salute.

E’ bene evidenziare che con il mercato in forte espansione sono nate numerose Mutue, non tutte hanno però la solidità finanziaria necessaria per affrontare i sinistri che avverranno nei prossimi anni.

Il consiglio è quello di affidarsi ad una società di mutuo soccorso che abbia affidato la gestione economica dei sussidi ad una Compagnia assicurativa rispetto ad una che abbia scelto l’autogestione.

Questo perché contare esclusivamente sui contributi dei soci potrebbe esporla più facilmente al rischio di default, con la conseguenza di non riuscire più a rispettare le prestazioni garantite dai piani sanitari offerti. Per non cadere in facili errori di valutazione ti suggeriamo di rivolgerti ad un professionista che possa guidarti nella scelta più corretta.

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