Poliziotto ucciso a Napoli: tentava di fermare fuggitivi rom

Ha perso la vita Pasquale Apicella, poliziotto 37enne, nel tentativo di bloccare dei fuggitivi rom.

Nella notte tra domenica e lunedì la volante “Secondigliano 11” ha tentato di bloccare la fuga di alcuni rapinatori rom che avevano cercato di scassinare lo sportello del bancomat della Crédit Agricole in via Abate Minichini.

Gli agenti a bordo della Seat Leon della Ps erano Pasquale Apicella, alla guida, e Salvatore Colucci. L’inseguimento è iniziato nei pressi della filiale per concludersi dopo qualche centinaio di metri a Calata Capodichino a causa dell’impatto tra l’auto dei malviventi, un’audi A4, e la volante della polizia.

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Il tragico epilogo

Nel tragico impatto ha purtroppo perso la vita l’agente scelto Pasquale Apicella, aveva solo 37 anni e lascia moglie e due figli, un bambino di circa 6 anni e una neonata di pochi mesi.

Sono stati tantissimi i gesti di solidarietà mostrati alla famiglia del poliziotto, anche le più alte cariche dello Stato hanno espresso il loro dispiacere. Purtroppo, però, non esiste gesto che può restituire padre e marito a questa famiglia.

Pasquale Apicella, conosciuto da tutti come Lino, era diventato poliziotto nel dicembre 2014 prestando servizio tra Milano e Roma. Finalmente, dopo anni, a Dicembre 2019 aveva ottenuto il trasferimento nella sua città natale. Assurdo pensare che probabilmente uno degli avvenimenti che l’hanno reso più felice nella vita è stato lo stesso che l’ha portato alla morte.

L’assistente capo Salvatore Colucci, non ha riportato ferite gravi infatti è stato medicato e dimesso qualche ora dopo l’accaduto.

Sul luogo dell’incidente sono stati subito bloccati due dei quattro malviventi, Fabricio Hadzovic e Amir Hadzovic. I ladri dopo aver ricevuto le cure mediche per l’incidente subito sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario. Successivamente le Forze dell’Ordine hanno messo fine alla fuga degli altri due ladri Igor Hadzovic e Renato Hadzovic, anche loro finiti in manette.

Tutti questi soggetti erano residenti nel campo rom di Giugliano in Campania, zona nord di Napoli.

L’Opera Nomadi, associazione italiana per l’integrazione delle minoranze rom e sinti, invita a non generalizzare il sentimento che si prova verso i malviventi nei confronti dell’intera comunità.

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