La gestione della scuola dell’infanzia ai tempi del coronavirus

Per la scuola dell’infanzia la situazione è sicuramente più delicata da organizzare e attualmente non è stato fatto molto per i più piccoli.

La didattica a distanza ha dato purtroppo esiti negativi per la scuola dell’infanzia. Per i bambini molto piccoli è davvero difficile mantenere l’attenzione alta in mancanza di contatto. Pertanto è compito dei genitori impartire ai loro piccoli sia l’educazione che l’istruzione.

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Il Governo si è preoccupato di come i genitori potessero gestire i bambini a casa e quindi ha istituito congedi parentali e bonus babysitter. Dovrebbe però esserci maggiore attenzione all’istruzione dei bambini con misure ad hoc per la salvaguardia dei più piccoli oltre che per quella degli adulti.

Come sarà la riapertura a settembre?

La riapertura delle scuole a settembre sarà caratterizzata da rigide regole da seguire. Ma come si può immaginare un bambino di 4 anni che indossi la mascherina per l’intera giornata scolastica e mantenga il distanziamento sociale da suoi compagni? La risposta è semplice: non si può immagine perché è impossibile.
Queste sono le maggiori preoccupazioni di insegnanti e genitori.
Nell’età puerile la socializzazione scolastica rappresenta uno dei momenti di massima formazione per i bambini e privarli di una componente così importante della loro vita è davvero difficile da accettare.
Per fortuna arrivano segnali positivi dal Governo attraverso le parole della Vice Ministra dell’Istruzione Anna Ascani: “Grazie al confronto con gli esperti all’interno della Commissione (Commissione infanzia del Ministero dell’Istruzione n.d.r) si stanno ipotizzando ipotesi e orientamenti per la gestione dell’emergenza, con l’obiettivo di fornire risposte adeguate per assicurare ai più piccoli linee di rientro in sicurezza”.
Per ora non ci resta che sperare che vengano fatte scelte consapevoli per l’istruzione dei più piccoli.