Le 5 tendenze AI nel settore automotive per il 2020

Fino a pochi anni fa i sensori di parcheggio rappresentavano l’evoluzione per eccellenza: oggi le nostre auto stanno diventando sempre più hi-tech grazie all’intelligenza artificiale.


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L’intelligenza artificiale e automotive: la sicurezza prima di tutto

“Nel lungo periodo nessuno comprerà un’auto che non sia autonoma: possedere un veicolo che non si guida da solo sarà come avere un cavallo. Potrai tenerlo e usarlo per ragioni sentimentali, ma non per uso quotidiano”. Elon Musk di Tesla.

Le parole del CEO di Tesla ci spiegano come l’intelligenza artificiale stia sempre di più interessando anche il settore automotive. L’Intelligenza Artificiale, o AI, può essere considerata come la capacità da parte dei computer di ragionare e di agire con gli stessi meccanismi della mente umana. Dal punto di vista del settore automotive, possiamo affermare che il principale scopo dell’utilizzo dell’AI per le auto è sicuramente collegato alla necessità di aumentare la sicurezza dei veicoli e delle persone. Con l’AI le nostre auto stanno diventano sempre più intelligenti e potranno sostituirci alla guida quando la nostra attenzione è rivolta altrove.  Inoltre, molte case produttrici che hanno implementato una strategia di utilizzo dell’AI all’interno delle auto, hanno sicuramente la possibilità di raccogliere BIG DATA utili per avere informazioni sullo stile di guida degli acquirenti dei veicoli e su come, dunque, migliorarne il livello di sicurezza. Sono ancora molte le problematiche legate soprattutto all’etica; la stessa Commissione Europea si sta interrogando su quanto queste tecnologie possano spingersi senza intaccare la privacy, la sicurezza e senza trasformarsi in un effetto “boomerang”.

Le 5 tendenze AI nel settore automotive degli ultimi anni

    1. Funzioni Driver Assist (assistenza alla guida); Suzuki ad esempio ha scelto di integrare il sistema di Assistente Virtuale di Google, che è possibile attivare esclusivamente attraverso un comando vocale. Anche BMW ha sviluppato un assistente Virtuale a cui è possibile chiedere la temperatura, la riproduzione di un brano musicale da una playlist, di effettuare una chiamata ad un contatto della propria rubrica. Questo sistema è sicuramente interessante dal punto di vista della sicurezza in auto perché permette di impedire l’utilizzo del cellulare durante la guida.


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  1. Cloud Computing (sistema di memoria di massa); questa tecnologia permette l’archiviazione di una grossa quantità di dati e informazioni che possono aiutare gli automobilisti nelle attività più disparate: trovare il ristorante più vicino, le stazioni di servizio e pagare il carburante dallo stesso abitacolo dell’auto, ricordare l’acquisto di determinati prodotti quando ci si avvicina ai negozi di riferimento. General Motors ed IBM ad esempio stanno sviluppando una piattaforma cognitiva in auto, simile ad Alexa di Amazon.
  1. Internet of Things (IoT); è possibile utilizzare alcuni modelli di AI per le auto che permettano il riconoscimento automatico dei cartelli stradali, o l’eye tracking, ovvero prevedere colpi di sonno del conducente ed avvisarlo del pericolo. Inoltre, attraverso sensori smart posizionati nell’abitacolo, sarà possibile rilevare emergenze mediche e comunicarle al pronto soccorso più vicino

 

  1. Enanched Connectivity (connettività migliorata), sistemi di AI pensati per gli automobilisti che hanno bisogno di ricevere ed inviare e-mail, interagire con le app del proprio smartphone. La tecnologia V2V (vehicle to vehicle) ad esempio, che permette alle auto connesse tra loro di comunicare, anche in caso di rischio.

 

5. Valutazione intelligente del Rischio Assicurativo; monitorando il comportamento degli automobilisti, questi sistemi permetteranno alle compagnie assicurative di identificare guidatori poco inclini ad un comportamento corretto e ad uno stile di guida sicuro.

L’AI e la guida autonoma: le auto driveless

Il pilota automatico è il principio da cui sono nate le self driving cars. Si tratta di un software di AI che è stato introdotto nell’ottobre 2015 e che permette i mantenere una certa velocità grazie al cruise control adattivo e di individuare pericoli sul percorso. Di auto driveless ne sono state già sperimentate alcune dai colossi internazionali come Volvo, Mercedes, Toyota, Nissan, Jaguar ma anche da Uber e Tesla, insieme a Google. Queste auto con sistema AI vengono classificate con livelli che permettono di identificare il grado di autonomia dal conducente.

Livello 0Occorre sia l’attenzione costante del guidatore sia l’esecuzione, di tutte le manovre di guida. Il sistema avverte soltanto il driver di eventuali malfunzionamenti o situazioni di pericolo.
Livello 1L’automobile prende alcune iniziative: imprime accelerazioni laterali (sterzando) o longitudinali (frenando/accelerando); il guidatore deve comunque prestare costantemente attenzione.
Livello 2L’automobile è in grado di azionare, in alcuni casi (come gli incidenti), sia lo sterzo sia l’acceleratore e il freno. Il guidatore deve comunque essere pronto ad intervenire.
Livello 3L’automobile è in grado di azionare sia lo sterzo sia l’acceleratore e il freno. L’automobile monitora l’ambiente circostante ma il guidatore deve comunque essere pronto ad intervenire.
Livello 4Il guidatore può delegare totalmente al veicolo la guida in situazioni definite. La presenza del guidatore è sempre richiesta ma è più di controllo che di backup in caso di emergenza
Livello 5Completa autonomia. L’automobile riesce ad affrontare tutte le situazioni e non è richiesta la presenza del guidatore. Questo scenario potrebbe rivoluzionare le abitudini.

 

 


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