Mutui: addio alle surroghe

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Nonostante il titolo un po’ provocatorio è proprio in questa direzione che il Governo, in accordo con le Banche, sta muovendo i suoi passi.
Grazie ad una circolare del Ministero della Giustizia, il mondo legato ai mutui ha assistito ad un cambiamento radicale che, in realtà, sembra essere più che altro un passo indietro rispetto al passato.

I consumatori potranno dire addio alle surroghe, o almeno, potranno dire addio alle modalità di funzionamento alle quali sono stati abituati fino a questo momento.

In che senso? Vediamolo insieme.

Banche e politiche aggressive

Per poter comprendere fino in fondo l’incidenza delle scelte fatte da Governo e Banche basta analizzare con attenzione quanto concordato nel provvedimento.

L’operazione messa in atto dal Ministero della Giustizia e dal notariato è stata quella di gravare con tasse maggiori sulle surroghe più veloci in maniera tale da scoraggiarle. Tutto questo rientra in quelle che potremmo definire “politiche aggressive” messe in atto dalle Banche stesse.

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo le surroghe sui mutui in quanto, come dichiarato da Salvatore Lombardo presidente dei notai italiani, le surroghe agevolavano il singolo ma non agevolavano l’economia. È il nuovo mutuo che agevola l’economia. Il nuovo mutuo che mette in giro nuove risorse, fa fare nuove attività”.

Ma siamo sicuri che sia cosi?

Questo atteggiamento ha come unico scopo quello di tenersi stretto il cliente, anche se le condizioni per quest’ultimo non siano più così favorevoli.
Per farlo si ostacola lo sviluppo e si compie, come detto, un passo indietro piuttosto che in avanti.
I costi sono esponenzialmente aumentati per la Banca Attiva nel caso in cui la Banca Passiva non si presenti a firmare l’atto di surroga. In poche parole il provvedimento andrebbe quasi a premiare l’atteggiamento ostruzionistico e scorretto della Banca che perde il cliente.

Ma chi subisce i peggiori danni in tutto ciò? Il consumatore naturalmente.

I danni per il consumatore

I danni e gli svantaggi per il consumatore finale appaiono più che chiari. Basta pensare che con questo provvedimento sono state penalizzate l’80% delle surroghe con sovrattasse e costi elevati.

Come se non bastasse i notai sono stati, in poche parole, sollevati dal rispettare quelle che sono le Leggi a tutela del consumatore il quale è sempre più scoraggiato a cambiare Banca nonostante le condizioni favorevoli che il nuovo Istituto Bancario offre.

Qual è l’incidenza?

I numeri a tal proposito parlano chiaro: dal 2007 ad oggi sono oltre 500 mila gli italiani che sono riusciti a liberarsi di cattivi mutui a costo zero, con un risparmio che in alcuni casi arriva anche €2000 l’anno (circa un miliardo l’anno di risparmio per le famiglie italiane).

Purtroppo la direzione che sta prendendo il mondo bancario indica una sempre più scarsa attenzione nei confronti dei consumatori. Eliminando la portabilità del mutuo o rendendola comunque sconveniente a causa dei tassi eccessivamente elevati, si mina quella che è la possibilità di scelta del cliente.

In questo modo i consumatori potrebbero non avere più alcuna difesa contro le Banche aggressive e ritrovarsi a pagare dei conti molto più salati ogni anno.

Le conseguenze?

A lungo andare questa politica potrebbe scoraggiare le famiglie e incidere in maniera importante sul numero di mutui stipulati ogni anno.

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