Antonio Megalizzi: la tac conferma la causa della morte

0
102
Antonio Megalizzi

Sono giunti poche ore fa i risultati delle analisi condotte sul corpo del giornalista trentino Antonio Megalizzi ucciso nell’attentato di Strasburgo. A causare la morte del 28enne un colpo alla testa esploso dall’attentatore Cherif Chekatt.

La conferma è giunta dalla tac total body eseguita sulla salma del ragazzo giunta in Italia martedì scorso. L’esame era stato predisposto dal pm di Roma Tiziana Cugini e aveva come obiettivo quello di determinare la traiettoria del colpo che ha ucciso Megalizzi e a confermare i dati forniti dai medici francesi.

L’ultimo omaggio al giornalista

L’esame sul corpo del giornalista è stato eseguito al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. I risultati dell’analisi saranno convogliati nel fascicolo dalla Procura, in attesa di ricevere anche l’autopsia eseguita in Francia.

La salma di Antonio Megalizzi è stata trasportata a Trento dove questa mattina è stata ufficialmente aperta la camera ardente. Nella chiesa del Cristo Re in via Giacomo Bresadola tantissimi concittadini di Antonio si sono uniti a parenti, familiari e amici per rendere l’ultimo omaggio al giornalista scomparso.

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale aveva già accolto il feretro di Megalizzi all’aeroporto di Ciampino quando il corpo era stato ricondotto in patria, ha voluto partecipare dando il suo appoggio alla famiglia.
Il Sindaco Alessandro Andreatta ha inoltre firmato il lutto cittadino a Trento e in tutta Italia le bandiere, saranno esposte a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici.

Chi era Antonio Megalizzi?

Al di là di quanto lasciato trasparire dai giornali e dai media, è giusto interrogarsi sul chi fosse effettivamente Antonio Megalizzi.
Il giovane reporter, partito in direzione di Strasburgo per inseguire i suoi sogni e la sua passione per il giornalismo, era quello che potremmo definire un “forte europeista convinto”.

Il ragazzo si trovava a Strasburgo per seguire la plenaria del Parlamento Europeo per conto dell’emittente Europhonica.

Alle spalle una famiglia “premurosa ed eccezionale” che, come dichiarato da chi li conosceva da vicino “aveva fatto tanti sacrifici per permettere ad Antonio e sua sorella Federica di studiare”.
I sacrifici di mamma Annamaria e papà Domenico, però, sono stati spazzati via dalla follia omicida di un pazzo insieme alla vita di loro figlio.
Il talento di questo giovane ragazzo non potrà mai più essere espresso e il suo volto, purtroppo, sarà in prima pagina non per la qualità dei suoi articoli ma per motivi molto meno lieti..

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here