Intelligenza Artificiale e assicurazioni: qual è il rapporto?

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Intelligenza artificiale e assicurazioni

L’intelligenza Artificiale (AI) è forse uno dei settori che ha assistito al maggior incremento nel corso degli ultimi anni. Le applicazioni pratiche sono state tantissime e si è passati dai primi esemplari di “robot” ancora in fase embrionale, a macchinari sempre più sofisticati e performanti.

Ma nel mondo delle assicurazioni com’è vista questa cosa?

Cerchiamo di capirlo.

Le opinioni di dirigenti e personale

L’applicazione dell’AI nel campo assicurativo è vista in maniera differente da dirigenti e dipendenti. I primi infatti sono inclini a pensare che l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale possa portare ad un significativo risparmio in termini economici e ad un forte incremento invece di quella che è la crescita e la produttività.

Per i dipendenti invece il quadro è un tantino differente. Secondo questi ultimi infatti l’AI potrebbe limitare le assunzioni e automatizzare un lavoro fino a questo momento svolto esclusivamente da esseri umani.

Nello specifico i dirigenti ritengono che solo 1 dipendente su 4 sia pronto per lavorare con l’AI in quanto sono necessarie delle competenze tecniche ben precise per poter sfruttare a pieno questo strumento.
Nonostante questo solo il 4% dei dirigenti si è detto disponibile ad investire in programmi di riqualificazione per i prossimi tre anni.
Questo è un errore madornale in quanto non solo è fondamentale avere una forza lavoro in grado di utilizzare questo tipo di tecnologia ma anche, allo stesso tempo, formare una classe dirigente in grado di implementare questo stesso utilizzo al fine di aumentare quello che è il rendimento in ambito aziendale.

E i prossimi anni?

Nonostante queste premesse appena fatte l’implemento dell’AI nel mondo assicurativo è ampiamente auspicabile.
Nel corso dei prossimi tre anni è molto probabile che l’Intelligenza Artificiale diventi un vero e proprio elemento cardine.

In particolare però è fondamentale che si passi da tre punti chiave.

Il primo è una nuova pianificazione del lavoro. Con l’introduzione di questo nuovo strumento infatti è necessario organizzare il lavoro basandosi su quelli che sono i nuovi mezzi a disposizione.
Il tutto può essere pensato con una concezione molto più moderna che veda integrato al 100% questo strumento.

Il secondo step riguarda invece quella che è la pura organizzazione della forza lavoro. In questo caso infatti è necessario andare a organizzare e strutturare il modus operandi in base a quelle che sono le capacità del nuovo strumento.

Infine cambiare anche quelli che sono gli obiettivi in quanto grazie alla cooperazione tra AI e risorse umane è possibile puntare ad obiettivi molto più ambiziosi e impegnativi, nemmeno lontanamente auspicabili in precedenza.

Risolvere il problema delle competenze

In definitiva quello che appare essere il maggiore freno ad uno sviluppo completo e consapevole dell’AI nel settore delle assicurazioni riguarda proprio quella che è la carenza di competenze che, al momento, dilaga.

Non si esclude però che, come avvenuto per tantissimi altri settori, si intraprenda un cammino che porti a maggiori risorse proprio in questo senso al fine di garantire un miglioramento tangibile e concreto nel tempo.

Non resta che aspettare e vedere cosa ci riserverà il futuro.

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