Consumi, come è cambiato il mondo della TV dopo Netflix

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Netflix viene considerata oggi dagli esperti economici e dagli addetti ai lavori dell’industria dell’audiovisivo la più grande rivoluzione dei consumi avvenuta negli ultimi 10-15 anni, cambiando la concezione e il modo di fruire film e serie televisive, che vengono oggi viste, soprattutto dai più giovani ma non esclusivamente, mediante questa piattaforma in streaming, visionabile pertanto su computer, tablet, persino smartphone, oltre che sulla televisione connessa al pc. Grazie a Netflix film e serie tv molto attesi dagli appassionati sono oggi a portata di click, basta un semplice abbonamento per poter godere ogni mese di contenuti esclusivi, in parte anche differenziati a seconda del Paese servito dal servizio offerto da questo nuovo colosso dell’industria dell’intrattenimento.

Netflix, un po’ di storia

In verità Netflix non è affatto una novità nel settore, ma col tempo si è evoluto e trasformato diventando oggi non solo un grande distributore di contenuti, ma anche uno dei più importanti produttori di film e serie televisive, investendo ingenti risorse economiche per soddisfare una platea variegata e sempre più esigente. E pensare che questo gigante dello streaming legale è nato nel lontano 1997 facendo attività di noleggio di DVD, per cui gli utenti potevano prenotare i dischetti via web ricevendoli direttamente a casa mediante il servizio postale: è solamente dal 2008 che Netflix è diventato ciò che è ora, attivando il servizio di streaming on demand, accessibile tramite abbonamento, cambiando così per sempre il modo di consumare contenuti audiovisivi.

Dal 2010, in coincidenza con l’espansione dell’offerta in altri Paesi oltre gli Stati Uniti, arrivando a diffondersi in Sudamerica come in Europa, Netflix ha dato l’avvio a delle produzioni originali, superando nel 2014 i 50 milioni di abbonati, più di 35 dei quali negli Stati Uniti. A partire dal gennaio 2016 Netflix ha reso accessibile il servizio di streaming in oltre 190 Paesi, affermandosi come leader assoluto del settore on demand, vantando oggi 125 milioni di utenti abbonati in tutto il mondo, con ricavi in costante crescita stimati tra gli 8 e i 10 miliardi l’anno.

Netflix serie tv: come cambia il consumo

Il vero punto di forza di questa azienda, il core business come dicono gli esperti in materia, è la serialità, avendo avuto un impatto notevole sul modo proprio di fruire il contenuto: con Netflix serie tv non vuol dire più aspettare ogni settimana allo stesso giorno e alla medesima ora la puntata del proprio serial televisivo, ma ogni utente abbonato ha a disposizione l’intera serie, potendo così decidere di guardarla nel modo che preferisce. Non di rado i consumatori amano guardare oggi le serie tv Netflix o qualsiasi altra in streaming tutta insieme, in una vera full immersion: la parola d’ordine dei video maniaci di serie televisive è binge watching, ad indicare proprio questa “indigestione” di puntate vista l’una dopo l’altra senza interruzioni.

L’avvento di Netflix ha cambiato il modo stesso di concepire le serie tv: se prima avevano una narrazione “verticale” in cui ogni puntata la vicenda narrata si concludeva, rimandando alla puntata successiva una nuova avventura per i protagonisti, oggi la narrazione delle serie tv è preferibilmente “orizzontale”, ovvero come se fosse un vero e proprio film che dura uno svariato numero di ore.

Film Netflix: la guerra tra streaming e sala

L’altro grande ramo dei contenuti offerti dal servizio streaming è la produzione cinematografica, quasi sempre però visibile solo ed esclusivamente on demand: i film Netflix, tranne poche eccezioni, non passano prima per la proiezione in sala, e quando accade ciò avviene in contemporanea senza l’attesa di una finestra temporale che privilegi il passaggio nei cinema, come finora era sempre stato regolamentato. Anche questa novità rappresenta una rivoluzione, ma al contrario della serialità televisiva ciò ha prodotto una sorta di guerra tra gli esercenti e Netflix, come dimostra il recente caso in Italia del film prodotto dall’azienda Usa “Sulla mia pelle”, ispirato al caso Cucchi, che ha creato molte polemiche con relativo boicottaggio da parte di molti gestori di sale per la diffusione contemporanea. Così come non si può non citare il polverone mediatico nel 2018 successivo all’esclusione di Netflix in concorso dal più prestigioso festival cinematografico, quello di Cannes, su pressione proprio degli esercenti.

Nonostante anche molti cinefili guardino con sospetto all’avvento di Netflix, complice la politica aggressiva nei confronti della sala, sono sempre di più i grandi autori che decidono di farsi produrre dall’azienda di streaming, anche perché i capitali messi a disposizione sono ingenti: e se i primi film Netflix risultavano essere di qualità non particolarmente brillante, negli ultimi tempi si è assistito a un netto innalzamento, tanto che anche un grande autore come Martin Scorsese si è lasciato produrre il suo ultimo “The Irishman” da Netflix, così come sempre alla società californiana si deve il completamento dell’ultimo leggendario capolavoro firmato da Orson Welles, “The other side of the wind”. Il vento della rivoluzione soffia forte con Netflix, e tornare indietro pare oramai impossibile.

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