Le ultime novità su trading e forex

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Le ultime novità su trading e forex

Trading e forex, cosa sono?

Trading e forex: due parole di cui si sente spesso parlare, ma il cui significato può risultare incomprensibile e oscuro. Quando si parla di trading on line si intende l’attività di commercio effettuata sui mercati finanziari attraverso le piattaforme tecnologiche presenti sul web, una compravendita di strumenti finanziari che ha visto nel corso degli anni crescere sempre di più il numero di operatori non professionali che tentano di guadagnare profitti sfruttando le peculiarità derivanti dal progresso tecnologico, sotto il controllo della Consob e dalle regole internazionali previste nell’ambito dell’intermediazione finanziaria.

E forex cos’è? Si tratta del più grande mercato finanziario internazionale, una sigla che significa “foreign exchange market”, dove secondo i dati diffusi da Bloomberg ogni giorno avvengono scambi per un valore di 5,3 miliardi di dollari, effettuando un compravendita di valute. Nel forex le valute sono sempre scambiate in coppia, ma trattandosi di un mercato senza una sede ufficiale non vi sono nemmeno dei prezzi fissi stabiliti.

Le novità introdotte su trading e forex

La normativa su trading e forex ha subito un cambiamento rilevante dal 1 agosto 2018 con le nuove regole introdotte dall’ESMA, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati che si prefigge lo scopo di garantire una maggiore tutela degli investitori per promuovere mercati finanziari stabili. Già nel mese precedente era scattato il divieto di compiere trading binario in Europa: significa che vengono esclusi dagli scambi on line le operazioni finanziarie legate ai cosiddetti sottostanti (o assets), in cui si acquista un contratto che dà diritto ad un guadagno o ad una perdita prefissati in base all’esito positivo o negativo dell’opzione che si va a fare, dovendo pronosticare l’andamento del prezzo del sottostante stesso. Da luglio 2018 appunto questa tipologia di trading on line la possono effettuare solo gli investitori professionali.

La novità più importante riguarda l’argine posto dall’ESMA alle perdite senza controllo che si verificavano regolarmente sul forex, andando ad incidere su margini e leva finanziaria. In poche parole adesso il margine richiesto aumenta, mentre la leva applicabile diminuisce. Vediamo in dettaglio cosa significa.

Come cambia la leva finanziaria del forex

Per quello che riguarda i margini, l’ESMA ha imposto l’aumento della somma di denaro richiesta al trader per dare il via ai progetti dei propri investimenti, in modo che gli operatori del mercato in Rete non perdano più denaro di quanto hanno investito nella loro attività di trading on line. Ma la novità più rilevante su trading e forex riguarda forse la leva finanziaria, per cui dal 1 agosto è stata introdotta una riduzione di quello strumento che permette ai piccoli trader, ossia coloro che mettono a disposizione nel proprio pacchetto finanziario somme di importo contenuto, di esporsi a un capitale molto più elevato rispetto a quello effettivamente impegnato: se lo strumento della leva finanziaria ha fino a ieri permesso di moltiplicare enormemente i guadagni in caso di previsioni finanziarie riuscite, ha visto moltiplicare con altrettanta rilevanza anche le perdite in caso di previsioni non esatte.

Cerchiamo di capire meglio questa novità del forex: fino al 31 luglio ciascun operatore poteva investire con una leva 100:1, ovvero impegnando di fatto 1.000 euro ma esponendosi a un capitale complessivo di 100.000 euro. Con l’entrata in vigore della nuova normativa la leva finanziaria non potrà essere superiore al rapporto di 30:1 per le valute principali e 20:1 per gli altri scambi valutari. Termini ancora più stringenti sono fissati su altri tipi di asset quali azioni, oro e cripto valute, sempre con lo scopo di evitare che un trader possa rovinarsi finanziariamente.

I rischi della nuova normativa

Tuttavia non mancano rischi nella nuova normativa introdotta dall’ESMA, a dispetto dell’encomiabile obiettivo di tutelare gli operatori del forex e allo stesso tempo assicurare una maggiore trasparenza del trading on line. Esiste infatti la concreta possibilità che gli investitori europei possano rivolgersi a broker extra Ue, privi di autorizzazione, che possono continuare ad applicare leve finanziarie molto elevate, esponendo gli operatori a rischi molto elevati. Non bisogna quindi lasciarsi ingolosire da promesse di facili profitti, approfittando di quello che appare come un vuoto normativo, perché oltre a non essere autorizzati, questi broker sono assolutamente non affidabili.

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