Piazza Affari, Borsa in calo. Milano è tra gli indici peggiori d’Europa

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Piazza Affari è in forte calo ed è nettamente la peggiore in Europa a causa dell’apprensione degli investitori per l’odierna diffusione da parte del Governo italiano dei saldi di bilancio 2019. La tensione tra le forze politiche sull’obiettivo di deficit/Pil , che mette nuovamente in bilico il compromesso di qualche giorno fa sul tetto dell’1,9%, fa salire i rendimenti dei titoli di Stato vicino al 3% e penalizza pesantemente le banche sul mercato azionario: Banco Bpm, Ubi, Unicredit e Intesa Sanpaolo accusano perdite tra il 4% e il 5%. Mediobanca risente dell’andamento di settore e perde l’1,2% dopo l’uscita del gruppo Bolloré dal patto di sindacato dei soci storici. Milano è arrivata a sfiorare il -2% nell’indice FTSE MIB, mentre la caduta dei bancari sta facendo allargare le perdite anche degli altri listini continentali a cominciare da Madrid e da Francoforte (qui i principali indici).

Ko Safilo: farà aumento di capitale da 150 milioni
La flessione dei titoli azionari, che investe in primis il comparto bancario, interessa in maniera più generalizzata le società con business per lo più “domestico” come Poste Italiane, Mediaset e Telecom Italia. Giù anche Atlantia. Fuori dal Ftse Mib, Safilo va ko a -13,5% dopo l’annuncio di un aumento di capitale da 150 milioni di euro. Aria di aumento di capitale anche per Carige che cede l’1,4%. Arretra Mondadori il cui cda ieri – come anticipato da Radiocor – ha dato mandato al management di definire la vendita del settimanale Panorama a La Verità di Maurizio Belpietro.

Nel resto d’Europa spicca in positivo il tour operator Tui a Londra dopo la conferma della guidance sui conti mentre il mercato temeva una revisione come avvenuto da parte del concorrente Thomas Cook. Ancora vendite sulle aviolinee (Easyjet, Iag e Lufthansa) a causa del rimbalzo del prezzo del petrolio. Sono i petroliferi a mostrare gli incrementi più significativi: Total, Bp e Respol si mettono in evidenza sui rispettivi listini. A Milano Eni limita il calo.

Si allarga lo spread BTp/Bund. Le tensioni nel Governo in vista dell’impostazione della Legge di Bilancio e il possibile spostamento verso l’alto (fino al 2,4% secondo indiscrezioni di stampa) dell’asticella del deficit/Pil sono accolte male dal mercato che scarica i BTp italiani e innesca un ampliamento della forchetta con il Bund tedesco. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il rendimento del BTp benchmark scadenza dicembre 2028 (Isin
IT0005340929) e il Bund tedesco si attesta a 242 p.b., in aumento di 12 punti base rispetto al riferimento della vigilia. Sale anche il rendimento del BTp benchmark decennale che in avvio e’ indicato al 2,94%, dal 2,83% del closing di ieri.

Titoli di Stato: rendimenti in calo nelle aste del Tesoro a 5,7,10 anni
Rendimenti in netto calo per i BTp e CcTeu assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la terza tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/10/2023 per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 2,834 miliardi. Il rendimento e’ sceso di 40 centesimi attestandosi al 2,03%. Collocata anche la quinta tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/12/2028: a fronte di richieste per 2,871 miliardi l’importo emesso e’ stato pari a 2 miliardi mentre il rendimento, in calo di 35 centesimi sull’asta del mese scorso, si e’ attestato al 2,90%. Infine, la 11ma tranche del CcTeu scadenza 15/09/2025, assegnata per 1,25 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,083 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo dell’1,77%, (-53 centesimi sull’asta precedente). Il regolamento dell’asta cade sul prossimo 1 ottobre.

Euro/dollaro sotto 1,17 dopo la stretta monetaria della Federal Reserve
Ulteriore rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro dopo l’annuncio della Federal Reserve che ha alzato i tassi di interesse Usa a 2-2,25%: il cambio, che già in serata ieri si era portato a 1,1739, è sceso ancora e in avvio dei mercati continentali sono necessari 1,1693 dollari per un euro. Il cambio dollaro/yen si attesta a 112,67 (112,73 ieri sera dopo la Fed), l’euro/yen a 131,97 (da 132,36). Petrolio al rimbalzo dopo la flessione di ieri dovuta all’aumento a sorpresa delle scorte Usa (+1,9 mln di barili nell’ultima settimana): il Wti novembre risale in area 72,5 dollari al barile, il Brent novembre a 82,2 dollari.

Mediobanca: dopo 20 anni, Bolloré lascia il patto tra i soci storici 
Il presidente del Patto di Mediobanca informa di aver ricevuto da Financie’re du Perguet (gruppo Bolloré), titolare di 69,7 mln azioni pari al 7,9% del capitale, lettera di disdetta anticipata con efficacia primo gennaio 2019. Con l’uscita del gruppo Bolloré, il patto si scioglie automaticamente. Una clausola (punto 11) prevede che l’«Accordo rimarrà in vigore sino alla scadenza ultima (31.12.2019) tra i Partecipanti che rappresentino almeno il 25% del capitale di Mediobanca”. Il Patto è comunque valido fino a fine 2018 e i soci avranno ora tre mesi di tempo per avviare consultazione e trovare un nuovo assetto.

Borsa Tokyo: primo stop dopo otto rialzi, chiude a -1%
Chiusura in ribasso, dopo otto sedute positive, per la Borsa di Tokyo. Gli investitori si sono mostrati prudenti dopo l’annuncio dell’apertura dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Giappone. Il Nikkei ha chiuso in calo dello 0,99% (-237,05 punti) a 23.796,74 punti mentre l’indice più ampio Topix è diminuito dell’1,18% (-21,56 punti) a 1.800,11 punti. Sul fronte valutario, il dollaro è sceso a 112,64 yen contro il 112,89 yen di mercoledì, mentre l’euro è sceso a 131,84 yen rispetto ai 132,75 yen del giorno precedente.

Fonte: sole24ore

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