Mutuo variabile a rata costante: un prodotto sempre più raro

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    I vantaggi del mutuo variabile a rata costante

    Il mutuo variabile a rata costante si è rivelato negli anni scorsi un prodotto appetibile per i clienti delle banche ma, da qualche anno a questa parte, ha subito una forte flessione non imputabile ad una mancanza di richiesta, quanto piuttosto alla sua assenza nel listino prodotti degli istituti di credito. Nella sostanza stiamo parlando di un prodotto finanziario in grado di abbinare i vantaggi del tasso variabile (negli ultimi dieci anni statisticamente molto conveniente) con quelli del tasso fisso, attraverso una rata da pagare stabilita a monte, che permette alle famiglie di poter meglio gestire il budget soprattutto in merito alle entrate e alle uscite. Nello specifico si tratta di una rata di pagamento fissa, calcolata però sul tasso variabile nella fase del primo piano di ammortamento.

    I punti deboli del mutuo variabile a rata costante

    Una volta estinto il mutuo, ci si potrebbe trovare di fronte a due casi: se la media dei tassi di riferimento risulta più alta di quella prevista inizialmente, allora si provvederà a spalmare la differenza su rate aggiuntive che, nella sostanza, allungheranno la durata. Tuttavia, potrebbe invece verificarsi il caso opposto, con una conseguente riduzione della durata stessa: questa operazione, però comporta un costo aggiuntivo che deriva dal valore dello spread che, se troppo alto in fase di rinegoziazione, rischia di annullare i vantaggi del mutuo variabile a rata costante. Gli unici due istituti che prevedono ancora questo prodotto sono Cariparma e Banca Carige, ma l’impennata attuale dello spread rende molto meno appetibile questa tipologia di mutuo la cui utilità dipende anche dal possibile aumento dei tassi (l’ultimo valore fissato dalla Bce è stato dell’ 1,5%). Il mutuo variabile a rata costante in definitiva, pur essendo molto vantaggioso per la rata prestabilita, rimane vincolato al valore dello spread e a quello del tasso che di fatto lo rendono meno competitivo rispetto al passato.

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