BCE: stabilito l'aumento del costo del denaro

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    L’aumento del costo del denaro: aumentano i tassi variabili

    La notizia era già nell’aria da qualche tempo ed alla fine è risultata fondata visto che BCE lo scorso 7 aprile ha disposto l’aumento del costo del denaro dello 0,25%, portando così un rialzo dei tassi di interesse variabili.
    L’euribor era fermo al minimo storico dal 2008, ma era prevedibile che non sarebbe sempre stato così ed il temuto aumento delle rate di finanziamento alla fine è divenuto realtà.
    Oggi contrarre un mutuo a tasso variabile vuol dire partire da un parametro di riferimento (euribor) pari all’1,25% a cui le Banche aggiungono i loro spread non sempre convenienti; per coloro i quali invece stanno già scontando il loro debito per l’acquisto della prima casa, si sono ritrovati con un aumento della rata che oscilla fra i 10/12 euro, a seconda della tipologia di operazione, del capitale e della durata.

    L’aumento del costo del denaro: cosa cambia per i tassi fissi

    Non va certo meglio per chi oggi opta per un tasso fisso, visto che l’ aumento del costo del denaro ha influito in modo negativo anche sull’ IRS superando il 4%.
    Ma non è tutto, perché nell’arco dei prossimi dodici mesi sono previsti ancora ritocchi (al rialzo) per i tassi e si è quasi certi che l’euribor arriverà a toccare il 3% nell’ arco di 2 anni.
    Con l’aumento del costo del denaro, riuscire a capire quale tipologia di prodotto convenga, non è certo impresa facile anche se, ricercando il mutuo migliore, il tasso variabile risulta essere ancora quello più conveniente.

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