Contratti bancari e mutuo: nuovo decreto abolisce lo ius variandi

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    trasparenza bancaria ius variandi mutuoSulla trasparenza bancaria ed i contratti di credito ai consumatori è entrata in vigore del 3 dicembre il Decreto Legislativo n. 141 del 13 agosto 2010 in attuazione alla direttiva 2008/48/CE. Tale norma è a favore di chi desidera sottoscrivere un mutuo e particolarmente riguarda l’istituto dello ius variandi nei contratti bancari (art. 118 del Testo Unico Bancario). Fino ad oggi le banche possedevano la facoltà di modificare alcune condizioni economiche del contratto del mutuo senza alcun precedente consenso del cliente.
    Con la revisione dell’art. 118 non si potrà più adempiere a questa formula ma è previsto lo ius variandi solo per alcune tipologie di contratto; inoltre sono state stabilite distinzioni tra contratti a tempo indeterminato (un conto corrente o un’apertura di credito senza scadenza) e tempo determinato o di durata (i contratti di mutuo). Per coloro che hanno il contratto a tempo determinato, gli istituti bancari possono ancora modificare le condizioni contrattuali senza alcun assenso da parte del cliente, mentre per coloro che lavorano con contratto a tempo determinato non potrà più essere applicato lo ius variandi, forse solo ad altre condizioni economiche come le commissioni di incasso di rata.
    Lo ius variandi, per i tassi di interesse, nega il cambiamento del tasso nella sua formulazione originaria, di conseguenza lo spread stabilito dalla banca non cambierà il suo valore per la durata del mutuo senza il consenso del mutuatario eseguirà invece il normale andamento dei parametri Euribor per la percentuale della rata indicizzata.

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