Riqualificare è la parola d’ordine

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    Ce lo eravamo chiesti spesso, perché interi quartieri, spesso ex centri industriali nelle nostre città, andassero degradandosi mentre si faceva fatica a trovare nuovi alloggi in città. Insomma aree anche molto vaste lasciate al degrado e parchi tolti ai cittadini per fare strada ai palazzoni. Finalmente sembra che anche la coscienza civile degli italiani si stia svegliando e qualcuno ha fatto due conti. Riconvertire un’area urbanistica dismessa costa di più che creare un nuovo centro in una zona già fiorente ma alla lunga porta vantaggi economici e sociali maggiori. In più elimina dalle nostre città qualcosa di fatiscente per dare nuova vita e rilancio a zone che altrimenti andrebbero sempre peggio. Ecco allora che nel 2009, secondo l’ultimo report di Nomisma per Assoimmobiliare:Italia in Sviluppo”, i progetti di riconversione urbanistica per il recupero di aree dismesse hanno superato quelli di nuova realizzazione. Il rapporto è ancora molto vicino, circa il 52% delle riqualificazioni sul totale dei lavori effettuati ma anche questo piccolo vantaggio è significativo di un cambio di tendenza del mercato. Razionalizzare gli spazi e creare luoghi eco sostenibili è forse la molla che spinge verso questa scelta qualificativa. Inoltre solitamente questi centri da riqualificare si trovano già al centro di agglomerati urbani e se questo li rende più difficili da costruire è anche vero che il loro valore è maggiore alla vendita e che questo rende più semplice l’inserimento nel tessuto cittadino.
    Fonte: http://www.bluerating.com/hedge-e-realty/186-real-estate/15117-esplode-la-moda-della-riqualificazione.html

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