Modifiche al TUB, cosa cambia con l'attuazione

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    I cambiamenti di normativa che stanno interessando il mercato bancario italiano, ed in particolare la pubblicazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva CCD (credit consumer directive) hanno portato lo scompiglio nel mondo finanziario. In particolare a subire le pressioni dovute ai cambiamenti del settore sono stati i mediatori creditizi mentre la maggioranze dei consumatori tarderà ad accorgersi di qualche differenza.
    È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 207 del 4 settembre (suppl. ord. 212) il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141 recante “Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi“. La cosiddetta Legge Panza.

    Ma che effetto ha questo nella pratica di tutti i giorni?

    Il provvedimento che modifica la disciplina del credito al consumo vuole in generale tutelare maggiormente il consumatore e lo fa, principalmente, introducendo requisiti più stringenti per i soggetti attivi in questo settore.
    Nello specifico la nuova legge impone l’innalzamento del capitale minimo per gli intermediari finanziari diversi dalle banche (iscritti nel solo elenco generale di cui all’art. 106 TUB) e per i soggetti non vigilati (gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi) la creazione di organismi di categoria che gestiscano gli elenchi.
    Molte anche le “tirate d’orecchio” morali che vogliono spingere coloro che lavorano nel settore ad una maggiore cautela nella scelta dei partner e nell’erogazione dei prestiti al fine di garantire un più sano equilibrio del mercato ed un minore sfruttamente del consumatore finale.
    Per il consumatore le maggiori modifiche riguardano:

    1. la possibilità di rescindere un contratto senza nessuna giustificazione entro 14 giorni dalla firma o successivamente, dal momento in cui il consumatore riceve tutte le condizioni e le informazioni sul contratto;
    2. la possibilità di rimborsare anticipatamente il prestito (in tutto o in parte), senza il pagamento di nessuna penale.
    3. la possibilità di interrompere il pagamento delle rate nel caso di inadempienza (ad esempio se il bene o servizio non viene consegnato).
    Fonte: http://www.lapraticaforense.it/pf/doc_news/5025867/Maggiori+tutele+con+la+pubblicazione+del+decreto+legislativo+di+recepimento+della+direttiva+CCD+%28credit+consumer+directive%29

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