L’Italia non impara dai suoi errori e tagli ancora gli incentivi

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    Ancora una volta sul fronte economico l’Italia mantiene una posizione di controtendenza e dice No alle energie rinnovabili. Niente ricerca, niente investimenti e adesso niente più incentivi, è quanto previsto dalla nuova normativa che, come ha illustrato Roberto Menia, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, parlando dal palco di Cortina InConTra prevede un taglio degli incentivi alle energie rinnovabili del 20% suddiviso nel prossimo triennio per poi eliminare totalmente lo sgravio entro il 2020.
    “’I dettagli di questo calo – ha aggiunto Menia – li negozieremo con gli operatori. Ma l’importante è che il sistema Paese si avvalga in tutte le sue componenti dello sviluppo delle rinnovabili, anche cioè nel rendersi autonomo nella produzione degli apparati e degli impianti”.
    Secondo quanto approvato dal piano nazionale per le energie rinnovabili approvato lo scorso giugno dal governo, l’Italia dovrà ridurre  il ricorso ai carburanti fossili, passando dall’80% dell’attuale produzione nazionale a meno del 50%; il restante fabbisogno energetico dovrà quindi essere prodotto da fonti alternative tra cui nucleare ma soprattutto fonti rinnovabili. Non si spiega quindi il taglio degli incentivi che va a colpire soprattutto i piccoli, quei cittadini, cioè, che avrebbero potuto affrancarsi dalla schiavitù di società elettriche.
    L’investimento nel fotovoltaico e nel solare, infatti, rappresenta un vantaggio per la nazione, per la natura ma anche per le famiglie italiane che troverebbero nell’autoproduzione un enorme risparmio economico ma che senza incentivi non possono sostenere la spesa iniziale di installazione e manutenzione.
    Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2010/08/22/visualizza_new.html_1790954823.html

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