Cessione del quinto, quanto costa l’estinzione anticipata?

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    Quanto costa l’estinzione anticipata? Come abbassare i costi accessori?
    Sembra una domanda banale basata su calcoli matematici ben chiari, ma non sempre è così. In effetti, anche se estinguere un prestito prima del termine è un diritto inalienabile offertoci per legge da tutte le società di prestiti, questa operazione spesso ha dei costi eccessivi. Come ben sappiamo nel caso di mutui immobiliari le penali sono inesistenti ma se andiamo invece a prendere ad esempio la cessione del quinto dello stipendio o della pensione troviamo una situazione veramente diversa.
    Come spesso raccontano alcuni lettori estinguere anticipatamente un prestito tramite cessione del quinto può essere molto costoso. Ciò che però sorprende è che spesso lamentarsene può portare vantaggio. Come accaduto a Mauro, infatti, nell’esempio da noi riportato di seguito, lamentarsi degli alti costi accessori messi in conto per l’estinzione anticipata della cessione del quinto da lui richiesta, ha fatto si che Mauro potesse risparmiare un bel po’ di soldi: circa il 90% di quanto richiesto in principio.
    Mauro raccontava hai lettori di un forum tematico di aver richiesto una cessione del quinto pari a € 55.680,00 al tasso annuo del 5,250%; dopo nove rate Mauro ha deciso di estinguere il finanziamento e a seguito della richiesta la società erogante ha presentato al nostro lettore un conto di €40.558,68 cioè, come egli stesso racconta
    quasi 10.000 euro in più di quanto ottenuto inizialmente. In pratica, dal debito lordo iniziale – calcola Mario – (55.680,00) mi sono state tolte le 9 rate pagate (4.176,00) e gli interessi residui (10.953,32), mentre sono rimaste totalmente a mio carico tutte le spese e commissioni varie, tanto da arrivare alla cifra richiestami (40.558,68)”.
    È da tenere presente che le spese accessorie erano ben evidenziate nel contratto firmato tra le parti ma essendo clausole particolarmente importanti Mauro ha comunque deciso di rivolgersi all’ABF (Arbitro Bancario finanziario) per fare un ricorso formale verso la società.
    Per una volta lamentarsi ha sortito effetti concreti, facendo riferimento all’art. 125,comma 2 del T.U.B. in base al quale “se il consumatore esercita la facoltà di adempimento anticipato, ha diritto ad un’equa riduzione del costo complessivo del credito“. È stata dunque ritenuta non valida la clausola contrattuale secondo la quale “in caso di estinzione anticipata la cessionaria non sarà tenuta a restituire neppure in parte gli importi relativi alle commissioni accessorie e finanziarie“.
    Inoltre, nel caso specifico del nostro lettore, l’ABF ha rilevato una violazione degli obblighi di trasparenza da parte della cessionaria.
    Risultato:
    ABF ha ritenuto che le commissioni accessorie e finanziarie per un totale di € 8.168,70 debbano essere opportunamente ridotte tenendo conto della breve durata del prestito e determina un rimborso al ricorrente di € 7.624,00. In pratica, ricorrendo all’Arbitro Bancario finanziario il nostro amico ha risparmiato circa il 90% delle spese accessorie inizialmente richiestegli dalla finanziaria.
    Fonte: http://www.gruppomoney.it/forum.htm

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