Tariffe minime dei trasporti per l'Antitrust un passo indietro

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    Tariffe minime dei trasporti, l’Antitrust denuncia e il governo risponde irritato.
    I toni si fanno accesi, sarà colpa dell’estate ma le accuse fioccano violente; è quanto capita a Paolo Uggè, presidente Fai Conftrasporto e sottosegretario ai trasporti per 30 anni che subito bacchetta l’Antritrust per essere intervenuto in faccende che non lo riguardano.
    Tutto comincia lo scorso venerdì (16 luglio) quando a seguito di una votazione il consiglio dei ministri ha varato una nuova normativa che prevede l’introduzione di tariffe minime nel settore dei trasporti. Con toni irritati e con una certa premura il presidente di Confindustria – Emma Marcegaglia – e quello dell’Antitrust – Antonio Catricalà – gridano allo scandalo. In particolare per Catricalà
    Dopo aver annunciato una politica di liberalizzazioni il governo, contraddicendosi, ha varato un decreto legge sull’autotrasporto che nella sostanza ripristina le tariffe minime inderogabili, senza tenere conto delle ragioni del mercato chiaramente espresse nella segnalazione tempestivamente inviata dall’Antitrust”.
    Non solo, questa presa di posizione crea un precedente impossibile da contemplare, come sottolinea il presidente dell’Autorità Garante, infatti, “Ora c’è il rischio che altre categorie chiedano lo stesso privilegio ai danni delle concorrenza e dei consumatori. Per questo motivo l’Antitrust auspica che il Parlamento non ratifichi la decisione governativa”.
    Per la presidentessa di Confindustria, poi, questo genere di misure “aggravano i costi delle imprese che sono chiaramente anticoncorrenziali” inoltre queste violazioni della libera concorrenza si aggiungono ad una serie di aiuti economici erogati e da erogare al settore che già lo pongono in una posizione di forza rispetto ai concorrenti.
    La replica del governo, per voce di Paolo Uggè, è forte e piuttosto polemica: “Catricalà sostiene cose inesatte rispetto ai contenuti. Probabilmente – dice il sottosegretario ai trasporti – i suoi uffici hanno fatto proprie le valutazioni di Confindustria senza aver letto i contenuti del decreto legge che, si deve sapere, non parla in nessuna sua parte di tariffe minime. Fa specie che il presidente dell’Anti-trust confonda l’indicazione relativa ai parametri minimi dei costi della sicurezza con prezzi o tariffe minime, totalmente assenti nel provvedimento del governo – e aggiunge – non credo appartenga al suo ruolo chiedere al parlamento di non convertire un provvedimento dell’esecutivo”.
    Fonte: ItaliaOggi 17/07/2010 Pag. 4

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