Fido di cassa, quando il conto va in rosso

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    Il fido di cassa è una delle tante forme tecniche in cui si articola il fido bancario, o affidamento, che è la somma che una banca mette a disposizione del suo correntista.
    Con questa particolare forma di affidamento il cliente può ottenere una determinata somma di denaro in prestito, quindi andare in rosso sul conto corrente fino a un certo livello (plafond) prefissato dalla banca.
    Lo scoperto di conto corrente, detto anche scoperto di cassa o fido di cassa, costituisce uno dei prodotti bancari più noti e utilizzati (anche in modo improprio) da imprese e privati cittadini.
    La banca accorda al proprio cliente (che assume la veste di correntista) la possibilità di poter andare “in rosso” sul conto fino ad un massimo stabilito. Il cliente quindi, anche in assenza di liquidità, può utilizzare il conto corrente disponendo operazioni quali bonifici, prelievi per cassa, emissione di assegni, ecc.
    L’utilizzo di questo affidamento viene concesso dalla banca ad un tasso d’interesse predefinito, le cui variazioni, grazie alla normativa vigente in merito alla trasparenza bancaria, devono sempre essere comunicate al correntista.
    Oltre ad essere contraddistinto da un tasso piuttosto elevato, in ogni caso ben più elevato di altre forme di credito a causa del suo elevato grado di rischiosità, lo scoperto di conto corrente si porta appresso numerosi costi accessori (spese per riga, spese di chiusura, commissione di massimo scoperto, ecc.).
    Un’altra caratteristica del fido di cassa è quello di non avere una scadenza predefinita. Si definisce tecnicamente una linea a revoca, cioè una linea di credito che la banca concedente può, a sua discrezione, revocare in qualsiasi momento.
    FONTE: http://www.microsoft.com/italy/pmi/finanza/speciali/scopertodicontocorr/articolo1.mspx

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