Carte revolvig: la Classifica delle più care

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    La lente d’ingrandimento di Banca d’Italia resta fissa sulle carte revolving.
    Dopo aver bloccato l’emissione delle carte American Express per usura sui tassi di mora, antiriciclaggio e trasparenza, le carte Diners per antiriciclaggio e la Carta Eureka di Fiditalia per violazione della trasparenza, l’istituto di via Nazionale invierà un Atto d’indirizzo a tutte le emittenti di revolving per richiamarle al rispetto della normativa.
    In attesa di un adeguamento delle banche e delle società finanziarie alle disposizioni di Bankitalia, si moltiplicano le inchieste sulle condizioni economiche applicate a questo prodotto tanto utilizzato dagli italiani. Qualche tempo fa, anche noi di Prestitotto avevamo pubblicato una lista della più note carte revolving, con le caratteristiche e i rispettivi tassi d’interesse.
    Più di recente l’Università Bocconi ha condotto un’indagine per Corriere Economia sui tassi applicati dalle principali dieci emittenti di revolving:

    Emittente Nome Carta Taeg aprile 2010
    American express Blu 21,99%
    Compass Carta Revolving 20,98
    Barclays Classic 20,73
    CartaSI Revolving 19,56
    Consum.it – Monte dei Paschi di Siena M’honey card classic 19,28
    Prestitempo -Deutsche Bank Carta Prestitempo 16,76
    Agos Ducato Carta attiva 16,65
    Findomestic Aura 16,49
    Unicredit Extra 15,67
    Intesa Sanpaolo Clessidra 9,95%


    Ma come funziona il meccanismo delle revolving?
    Secondo i calcoli della Bocconi, se si spendono 3.600 euro in un anno (300 al mese) e si ripagano con rate da 100 euro al mese, il rimborso effettivo sarà di 4.698 euro con il tasso massimo (il 21,99%): 1.098 euro in più.
    Alcuni istituti di credito stanno già correndo ai ripari per evitare le sanzioni di Banca d’Italia. Barclays ad esempio rispetto a novembre ha tagliato il Taeg di oltre un punto l(era al 21,93%);Findomestic è passata dal 20,41% all’attuale 16,49%. Qualcun altro però sembra non aver recepito la lezione come Agos è passata dal 16,56% al 16,65%.
    fonte: Corriere Economia 19 aprile 2010

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