Ripristiniamo le tariffe minime?

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    Quanto ci costano medici, avvocati, idraulici, elettricisti, architetti e tutti gli altri liberi professionisti di settore? Una domanda di difficile risposta se non fosse che per volontà del governo, si è proposta l’abolizione del decreto Bersani che a sua volta aboliva le tariffe minime.
    Cosa vuol dire questo? Se la legge dovesse trovare compimento si ripristinerebbero, quindi, le tariffe minime per ogni categoria professionale così che la libera concorrenza di mercato non vada a svalutare professioni di ogni genere. Insomma da un lato le tariffe minime servirebbero a tutelare i professionisti che sarebbero altrimenti costretti ad un ribasso sempre più sfrenato dei costi per restare sul mercato, dall’altro la loro abolizione offre maggior potere di negoziazione ai cittadini e la possibilità di trovare servizi a basso costo.
    Ciò che ha subito allarmato associazioni quali la Federconsumatori e Adusbef però, è il dubbio su quanto eque si riveleranno queste nuove tariffe minime. Intendiamoci, il concetto di tariffa minima in sè, è ancora ritenuto positivo da un certo punto di vista, ma elimina potere di negoziazione da parte del cittadino anche a fronte di grossi lavori. Infatti i clienti non potranno più negoziare una tariffa conveniente, o per lo meno non potranno portarla al di sotto di determinati standard che secondo le associazioni potrebbero essere fissati con criteri non proprio neutrali da parte delle istituzioni. Contrari all’iniziativa insomma, le associazioni dei consumatori e lo stesso Antitrust sono pronte a dare battaglia. Voi che ne dite? Meglio tariffe minime o potere di negoziazione?
    Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/tariffe-minime-professionisti-a-volte-ritornano/26977

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