Carte American Express: l’ira funesta delle associazioni dei consumatori

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    Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Codacons, Adusbef e Federconsumatori non si sono accontentate del blocco imposto dalla Banca di Italia all’emissione delle carte American Express, e annunciano una class action a tutela delle vittime dei tassi usurari.
    Le associazioni hanno richiesto l’intervento immediato dell’Antitrust affichè siano eliminate forme di  pubblicità ingannevoli, clausole vessatorie e offerte poco trasparenti. Ma il presidente Catricalà ha spiegato “Sulle revolving abbiamo già aperto e chiuso sette istruttorie, per un totale di 3,150 milioni di multe…. Abbiamo condannato una quindicina di aziende tra punti vendita e finanziarie, ma tra queste non ci sono carte  American express perché non avevamo avuto segnalazioni da parte dei consumatori”.
    In una nota sul sito di Adusbef si  legge “In attesa di verificare la fondatezza di una poderosa class action a tutela dei titolari delle carte di credito, dalla cui “unicità” delle revolving Amex, messe sotto inchiesta dalla pregevole indagine della Procura della Repubblica di Trani e dal PM Michele Ruggiero, si configuravano anche tassi di interesse che in alcuni casi arrivavano al 251%, ossia il 21% mensili, oltre il doppio del tasso convenzionale richiesto dagli usurai di quartiere che a Roma si accontentano del 10% al mese e che hanno causato danni tangibili ai consumatori
    Federconsumatori ha inoltre invocato l’intervento del gorverno chiedendo di riaprire i lavori della Commissione Pinza per promuovere la correttezza, la trasparenza e la legalità nel settore del credito al consumo.
    Nel frattempo Adusbef e Federconsumatori hanno messo a disposizione dei propri soci, direttamente sui siti internet  www.adusbef.it; www.federconsumatori.it, i moduli da compilare per ottenere i risarcimenti dei danni subiti, ricalcolando il differenziale dei tassi soglia nel tempo previsti dalla legge antiusura ed i tassi da “strozzo” praticati.”
    fonte: http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20100412&fonte=TLB&codnews=692

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