Napoli, prestiti per opere mai realizzate

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    216 opere pubbliche mai ultimate di cui solo per 20 si ravvisa una fine, è questo il bilancio delle iniziative del solo comune di Napoli che ad oggi tiene sul palo centinaia di iniziative legate alla costruzione di opere pubbliche che non vengono realizzate, spesso per cavillosità burocratiche o irregolarità nei bandi.
    7 anni di malcostume che costano cari a tutta la città in senso letterale. Tralasciando le opere iniziate e mai ultimate che bloccano intere zone cittadine, il male più grande sono i fondi stanziati persi nei meandri dei progetti attivati, come i 90milioni di euro dedicati ad un acquario nella zona orientale mai realizzato.
    Gli enti locali per non pagare gli interessi dei mutui contratti per opere pubbliche che non si concretizzano utilizzano i mutui per lanciarsi sui «derivati» o la cosiddetta «finanza creativa». In una parola gli swap per un ammontare di 1 miliardo di euro i cui interessi non saranno saldati prima del 2037 (nelle ipotesi pù positive).
    Un problema che ogni nuovo mandato elettorale rimanda al prossimo in attesa della scadenza degli interessi, tra 27 anni.  Reti fognarie, scuole, impipanti sportivi, nel calderone c’è di tutto. 600.000 euro di prestiti già approvati solo per un grattacielo a Chiaiano che dopo 5 anni risulta ancora in corso d’opera. 1.645.000 euro per Capodimonte, lavori mai iniziati per mancanza delle autorizzazioni della prefettura ormai da 3 anni. Prestiti erogati e garantiti, mutui contratti e interessi in maturazione per opere pubbliche che, al termine dei lavori, saranno probabilmente obsolete.
    Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=95518&sez=NAPOLI

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