Incentivi statali alla ricerca, l'Ocse boccia l'Italia

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    Gli incentivi non bastano, in particolare quelli dedicati allo sviluppo ed alla ricerca di nuove tecnologie applicabili al mondo dell’industria.  Secondo una ricerca dell’Istituto di studi e analisi economica tra i membri dell’Ocse, l’Italia è al 21esimo posto con solo l’1,8% del pil reinvestito in ricerca per le grandi imprese.
    Va un po’ meglio la classifica di investimenti in ricerca e sviluppo se si prendono in considerazione le piccole e medie imprese, in questo caso l’Italia sale al 14esimo posto in classifica.
    Sempre secondo la stessa fonte, solo il 40% della spesa investita nel settore è erogata da privati. Dove è finito il richiamo del Consiglio Europeo che chiedeva agli stati membri un investimento in ricerca e sviluppo pari al 3% del prodotto interno lordo? Secondo i dati interni del Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso anno si è chiuso con ben il 25% delle quote dedicate ai finanziamenti pubblici alle imprese mobilitato per il settore R&S, ma sembra che il valore assoluto dei capitali erogati non sia per nulla soddisfacente. L’Isea lancia un monito “il decreto sviluppo in itinere e l’attesa riforma del sistema agli aiuti alle imprese proseguano ulteriormente nell’incentivazione dei processi di innovazione a sostegno della competizione internazionale”.
    Fonte: http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1079548

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