Mutuionline.it funziona davvero?

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    Come fare per orientarsi nel mare quasi infinito di offerte finanziarie di mutuo? quale mutuo possiamo permetterci? quanto ci costerebbe in fin dei conti? Per aiutarci nell’arduo compito ci vengono in soccorso diversi strumenti online. Il più famoso è appunto Mutuionline conosciutissimo portale gratuito che in tempo reale si interfaccia con ben 40 banche per offrirci la migliore tariffa di mutuo in base ad una serie di parametri obbligatori da noi forniti.
    Ma Mutuionline è veramente uno strumento efficace? abbiamo provato ad utilizzarlo un paio di volte per verificare il suo funzionamento; grazie alla convenzione con 40 banche diverse mutuionline è spesso capace di darvi un discreto elenco di soluzioni applicabili al vostro cavo ma non è uno strumento totalmente affidabile o completo nel panorama reale, per due particolari ragioni:
    Innanzi tutto non tiene presente la possibilità di stipula di un mutuo per i lavoratori atipici. Alcuni mutui proposti da banche in convenzione con mutuionline, come da noi accennato in passato, offrono specifici prestiti per i lavoratori atipici ed occasionali per i quali ottenere un mutuo è oltremodo difficile se non grazie a strumenti ad hoc pensati da alcune finanziarie. Purtroppo però, la figura del lavoratore atipico è sempre più diffusa nel panorama nazionale. Malgrado ciò nelle opzioni di mutuionline la categoria è esclusa totalmente, si può essere pensionati, avere reddito da rendita, proprietari di ditta e professionisti iscritti all’albo… nell’ambito del lavoro dipendente… il più diffuso in Italia, esistono solo le categorie “a tempo indeterminato” ed a “tempo determinato”.
    Il secondo handicap mostrato da mutuionline si potrebbe definire un errore matematico. Nel formulario che ci è richiesto riempire tutti i campi sono obbligatori per il calcolo delle migliori condizioni. Abbiamo parametri legati all’oggetto del mutuo (tipologia di acquisto, tipo di tasso, valore dell’immobile, importo richiesto, frequenza delle rate, provincia dell’immobile, durata del mutuo) ed abbiamo poi parametri che definiscono il richiedente (età, tipo di impiego, domicilio, reddito netto). Nella nostra simulazione abbiamo preso in considerazione una situazione piuttosto comune: un lavoratore a tempo determinato (quanto di più simile ad un precario accettato dal sitoweb) della provincia di Napoli con un mensile netto di 900-1000€ un età di circa 26 anni, alla ricerca di una prima casa del valore di 200.000€ da finanziare all’80%. Il mutuo richiesto, dato il valore netto dello stipendio, l’età del richiedente e l’importo da finanziare andrebbe spalmato, per meglio permetterne la solvibilità, su 30 o più anni di durata.
    Ciò che veramente fa la differenza, se proviamo con più parametri, è la tipologia di tasso e il tipo di lavoro. Per quanto riguarda i tassi, come è immaginabile dato lo specifico momento di crisi del mercato, si ottengono tariffe sostanzialmente più contenute se si richiedono tassi variabili. Nell’applicazione del campo lavoro invece, le tariffe più alte si ottengono con il lavoratore a tempo determinato, quello cioè che comporta, per la banca, il più alto rischio di solvibilità a lungo termine. Proviamo invece a chiedere un tasso fisso applicando i parametri che abbiamo precedentemente illustrato:

    il risultato offertoci, come si vede dalla schermata che segue, è piuttosto peculiare, alle condizioni di tasso fisso e rendita da partecipazioni di 900€ il mutuo a rata più bassa corrisponde a 847,22€ e ci è offerto da Cariparma. Secondo l’analisi della banca quindi, se una persona guadagna 900€ netti è capace di sostenere un mutuo di 847 e vivere con i restanti 52,78€… voi non ci vedete un alto rischio di insolvibilità?
    Ma facciamo un’altra prova, questa volta, stesso reddito ma con un dipendente a tempo determinato che richieda un mutuo trentennale.

    Come si evince dall’immagini l’offerta migliore di mutuionline proviene dal Monte dei Paschi di Siena, mutuo on-off. Ciò che non ci torna però è che l’offerta migliore prevede una rata di ben 971,66€ mensili. Riassumendo, secondo Mps un lavoratore dipendente che guadagni 900€ netti può sostenere senza rischi un mutuo da 971,66. Ma dove è finita la raccomandazione di prevedere rate non superiori al 35% dello stipendio proprio per abbassare i livelli di rischio?

    Come è possibile che un sito internet nato per offrirci le migliori condizioni non si accorga di offrire un mutuo superiore al parametro richiesto? Il mutuo proposto infatti ha una rata di ben 971€… assolutamente impossibile da soddisfare! un errore delle banche o del sito web? Con gli stessi parametri, infatti, con un mutuo a tasso fisso del valore del 100% dell’immobile, la rata mensile aumenta oltre i 1160€.

    L’arcano è presto svelato, il parametro relativo al netto mensile è totalmente inutile, anche inserendo valori completamente diversi le offerte non variano, nè per numero, nè per tipologia. A che serve allora inserirlo? Questo non sappiamo dirvelo, fatto sta che l’unica variante personale a provocare cambiamenti è il genere di lavoro che dà origine agli introiti e non il loro valore finale; il che più o meno significa che per le banche 900€ guadagnati da una rendita valgono di più di quelli guadagnati come lavoratore dipendente. Ad ogni modo la sostenibilità di un mutuo dovrebbe essere il primo passo, siamo infatti convinti, come è matematicamente certo dai calcoli, che se un eventuale lavoratore corrispondente ai nostri parametri dovesse recarsi presso la filiare, dopo aver utilizzato il servizio, vedrebbe la sua richiesta di mutuo respinta; è infatti impossibile che una banca proponga una rata pari al 99% del netto dello stipendio… la domanda quindi è: che senso ha usare mutuionline?

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