Rendimenti conti deposito: concorrenza sleale?

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    Nell’offerta dei conti deposito è in atto una guerra ai rendimenti. Ma chi nel conflitto commerciale ha avuto la peggio, non ci sta e denuncia regole di “concorrenza discutibili”.
    Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, all’incontro dell’Assiom-Forex, ha dichiarato: «Quando alcuni istituti bancari offrono il 2,5% o il 3% di interesse sui depositi a vista, operano con un mismatch (disallineamento) delle scadenzeche a noi non è permesso».
    Poi senza nominarla, Profumo, punta il dito contro “una grande banca europea che ha ricevuto anche fondi pubblici”: si tratta dell’olandese Ing, famosa per il suo Conto Arancio, che un mese dopo il crollo di Lehman Brothers, Ing ha infatti ottenuto dallo Stato olandese ben 31,6 miliardi di euro.
    Per poter offrire rendimenti pari al 2,5% di interesse, le banche dovrebbero investire in titoli pubblici a lungo termine.
    Le banche italiane, vessate da norme più rigide, si sentono quindi svantaggiate rispetto ai loro concorrenti esteri e propongono di allineare le condizioni di tutti gli operatori del mercato.
    Per Corrado Passera una possibile soluzione potrebbe essere l’applicazione di regole diverse per le banche commerciali che raccolgono depositi della clientela e da quelle delle banche che si occupano di finanza.
    fonte: La Stampa 15 febbraio 2010

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