Anche il Portogallo rischia il collasso

PortogalloDopo la Grecia adesso si guarda con sospetto al Portogallo. Dal suo ingresso nella zona euro, il Portogallo ha sempre mantenuto bassi livelli di crescita e dopo lo scoperto ammanco nelle casse della Grecia si guarda già con sospetto ai numeri presentati dal ministro socialista Josè Socrates. Dall’8% di deficit annuo ultimamente ammesso il Portogallo dovrà attuare una politica di risanamento che lo porti a raggiungere, entro il 2013 il livello del 3 % del Pil di deficit nazionale previsto dalle regole dell’Unione Europea e sarà piuttosto difficile che questo accada; anche se la batosta greca potrebbe aver spinto nell’animo dei portoghesi quel tanto di morigeratezza che li aiuterà a superare la crisi.
Grazie ad una politica di aumento delle tasse, tagli della spesa, socialità e salute il debito pubblico portoghese si è ridotto di 0.1 punti percentuali annui e si prevede che i punti percentuali salgano a 2 con la chiusura dell’anno in corso. Si attende insomma con il fiato sospeso che la Grecia esca con le sue gambe dalla crisi e che il Portogallo riesca a saltare il baratro senza trascinare nuovamente il mercato dell’euro in un clima di instabiltià monetaria che richiederà ulteriori prestiti e politiche di salvataggio.
Fonte: Wall Street Journal Europe 25/01/2010 Pag. 4