Rinegoziare il mutuo. MutuiOnline svela cosa vogliono gli italiani

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    rinegoziazione-mutuoInsoddisfatti del mutuo? L’imperativo del momento è rinegoziarlo.
    Con i tassi d’interesse ai minimi storici e le nuove offerte di mutuo a metà strada tra il fisso e il variabile, gli italiani che decidono di cambiare sono sempre più numerosi.
    Secondo le ultime rilevazioni di MutuiOnline nel secondo semestre del 2009 la somma tra surroghe e sostituzioni ha raggiunto il 43,3% dei mutui erogati, il massimo storico dall’inizio delle rilevazioni 2002.
    La prima casa prima di tutto. Per quanto riguarda la finalità del mutuo al primo posto restano i mutui per l’acquisto della prima casa con una percentuale pari al 47,4% del totale, mentre restano marginali le concessioni di finanziamenti per la seconda casa 3,3% e per il consolidamento 2,2%.
    Gli italiani lo fanno variabile. Nella scelta della tipologia del tasso, gli italiani hanno preferito di gran lunga quello variabile  con una percentuale del 65,4% che nel primo semestre del 2009 aveva di poco superato un terzo delle erogazioni 34,5%. A decretare il successo del tasso variabile è stata anche la crescita delle offerte dei mutui con cap, che consentono di cavalcare l’onda positiva del tasso variabile senza il rischio delle impennate future.
    “Si è trattato del classico uovo di colombo,- spiega Roberto Anedda vicepresidente di Mutuionline – in grado di far monetizzare subito i vantaggi dei tassi bassi, ma al tempo stesso di tranquillizzare i mutuatari sui possibili rialzi futuri”
    E così il tanto amato, sicuro, tasso fisso perde il primato nelle preferenze degli italiani e passa a coprire appena il 33,5% delle erogazioni. Non convince ancora il mutuo a tasso misto che, nonostante l’offerta bancaria più variegata, resta confinanto all’1,1%.
    Un mutuo è per sempre. Ultima tendenza riguarda la durata del mutuo: prevalgono, con una percentuale del 37,6% , i piani di rimborso lunghi, lunghissimi, di 30-40 anni. In questo modo è vero che il mutuo dura una vita ma le rate sono decisamente più sostenibili. Seguono i mutui a 20 anni (21,6%) e a 25 anni (18,7%).
    fonte: ItaliaOggi 25 gennaio 2009

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