Bcc, senza il loro sostegno, per le pmi la crisi sarebbe più dura

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    credito-cooperativoSenza la presenza di una pluralità di piccole banche, e tra queste delle BCC, probabilmente gli effetti sull’offerta di prestiti alle piccole e medie imprese della ristrutturazioni delle grandi banche sarebbero stati più restrittivi e la concorrenza nei mercati locali del credito meno vivace. Le conseguenze della crisi attuale sarebbero più severe per un numero rilevante di famiglie e di piccole e medie imprese.” Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, intervenendo alle Celebrazioni dei 50 anni di CrediUmbria, una delle tante banche di credito cooperativo presenti in Italia.
    Grazie al forte radicamento sul territorio le Banche cooperative hanno garantito il sostegno anche alle imprese di medie dimensioni che incontrano difficoltà a trovare finanziamenti presso le banche più grandi.
    Alla base del Il loro relativo successo Draghi lo spiega così: «mentre le banche più grandi, impegnate in complesse riorganizzazioni, si sono orientate verso modelli di intermediazione in cui trovavano maggior peso procedure e contratti standardizzati», le piccole tra cui le Bcc hanno mantenuto la «capacità di continuare a offrire finanziamenti sulla base di una stretta interazione con il cliente».
    Una caratteristica da non sottovalutare perché «gran parte degli operatori economici acquista i servizi bancari in un’area territoriale molto ristretta: non soltanto le famiglie, ma anche le imprese si rivolgono principalmente a sportelli localizzati nel comune di residenza o in quelli limitrofi»; tra i prestiti alle imprese, «oltre l’80% e il 50% sono erogati da sportelli bancari ubicati rispettivamente nella provincia e nel comune di sede legale».
    fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200912articoli/50275girata.asp

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