Banca del Mezzogiorno: il ruolo dello Stato

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    banca-del-mezzogiornoLa sua mission è ancora tutta da definire, ma nel frattempo la Banca del Mezzogiorno cerca azionisti in grado di rafforzare il suo patrimonio.
    In questi giorni il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che più di tutti ha voluto l’istituzione della nuova banca per sviluppare il credito alle Pmi e favorire l’occupazione nel meridione, ha incontrato i rappresentanti di associazioni e confederazioni, dal mondo del credito cooperativo a quello imprenditoriale. Questi azionisti, però, non potranno intervenire con importi molti consistenti nel capitale sociale.
    La candidatura più allettante al momento sembra essere quella di Poste italiane spa, alla quale già da tempo si dice spetterebbe un ruolo di grande rilievo. Certo se le Poste dovessero diventare azionista della Banca del Mezzogiorno, anche lo Stato, che di fatto controlla il gruppo, acquisirebbe un peso maggiore.
    Quando Tremonti illustrò il progetto della nuova Banca definì il ruolo dello stato come  “socio fondatore”, il cui unico intento era quello di “facilitatore di processi e dell’iniziativa privata”. Con tale ruolo, deve pertanto “avviare l’iniziativa e favorire l’aggregazione di una maggioranza rappresentata da soggetti privati”. Con l’ingresso di Poste Italiane invece lo Stato potrebbe assurgere di riflesso alla carica di maggiore azionista.
    Ma Bruxelles starà a guardare?
     
    fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/11/banca-sud-cerca-soci-stranieri.shtml?uuid=7d4d2790-d1e9-11de-8fa6-8227e7d190ff&DocRulesView=Libero

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