Furti d’identità: ecco come crescono gli insoluti nei prestiti

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    furto-identitaIn Italia si sta diffondendo una nuova forma di frode creditizia: il furto d’identità. Ci si reca in banca, si esibisce un documento di identità e una lauta busta paga e, forti di un profilo finanziario da far invidia, si richiede un finanziamento a 4 zeri.
    Il problema è che una volta ottenuto il prestito, il debitore svanisce nel nulla e del buon cliente non resta altro che un nome da segnalare alle centrali di rischio come “cattivo pagatore”.
    In sostanza i frodatori utilizzano illecitamente i dati personali di un’altra persona o addirittura creano delle false identità e intascano i soldi facendo ricadere su qualcun altro le conseguenze del sinistro.
    «Il fenomeno sta assumendo proporzioni enormi – racconta Giancarlo Cupane, presidente di Assocred, l’Associazione distributori prodotti creditizi. – Tanto che ormai incide profondamente sul numero delle insolvenze che si registrano ogni anno nei prestiti al consumo».
    Lo scorso anno il numero di crediti mai restituiti è salito dal 2 al 3% sul totale erogato. «Stando ai dati degli addetti ai lavori, la metà di questo punto percentuale di crescita sarebbe dovuta proprio al fenomeno delle frodi creditizie», racconta Cupane.
    A confermare l’allarme di Assocred ci sono i dati dell’Osservatorio Crif:  nel 2008 si sono registrati circa 25mila frodi, l’11% in più rispetto all’anno precedente e che, in tutto, ha fatto sparire la bellezza di 145 milioni di euro.
    «A occhio e croce – sostiene Cupane.- si può dire che tra il due e il tre percento delle richieste di finanziamento alla rete dei mediatori creditizi nasconde una truffa. Se ipotizziamo che soltanto la metà viene scoperta, significa che l’altra metà è un colpo andato a segno».
    fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200908articoli/46077girata.asp

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