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Phishing, rubare dati sensibili per accedere a conti bancari

28 gennaio 2010
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PhishingEssere online è ormai un’esigenza più che una volontà. Per tutti quelli che vanno sempre più di fretta e non hanno il tempo di gestire “allo sportello” tutte le attività finanziarie quotidiane, il web 2.0 rende tutto più semplice; pagamenti, prelievi, accrediti, investimenti, tutto disponibile con pochi click.

Per chiunque abbia già effettuato il passaggio alla banca virtuale, però, ci sono anche dei rischi. In particolare è possibile essere vittime del cosiddetto ovvero il furto di dati sensibili, relativi a conti correnti e carte di credito, che porta poi inevitabilmente alla perdita di denaro.

Ogni persona abilitata all’accesso al proprio conto bancario tramite internet, phone o mobile banking, possiede dati personali che unitamente ad una password ed un nome fittizio permettono l’accesso ai servizi interattivi. I Phisher, ovvero coloro che effettuano il phishing, rubano identità e password dei clienti bancari per accedere illegalmente agli account e prelevare fondi.

Il phishing è una tecnica che si è sviluppata negli ultimi 14 anni, fa leva sulla poca praticità dell’utente che crede di essere destinatario di un premio fedeltà o, più spesso viene convinto di dover aiutare la propria banca a risolvere un problema di sistema. Il phishing utilizza quasi sempre una semplice comunicazione di posta elettronica. La prassi più comune è l’invio di una email identica, per testo e contenuti, alle comunicazioni normalmente inviate dalla banca (o altro istituto finanziario). L’e-mail richiede di accedere, tramite alcuni link falsi, al sito della banca in oggetto ed inserire dati sensibili.

Purtroppo molto spesso gli utenti non si rendono conto che questa comunicazione non proviene dalla propria banca ed inseriscono i dati richiesti negli appositi campi, inviando inconsciamente i dati ai truffatori. Per proteggersi da questi personaggi è necessario evitare l’apertura di queste email; è infatti impensabile che la banca chieda l’invio di dati sensibili via internet e questo dovrebbe già spingerci a diffidare delle comunicazioni di phishing.

Potrebbe essere utile, poi, per evitare ulteriori problemi, denunciare l’arrivo di queste comunicazioni alla polizia postale così da aiutare l’arresto dei delinquenti che effettuano phishing. Negli ultimi anni gli istituti di credito stanno cercando di sviluppare meccanismi di difesa dal phishing che vanno dalla firma digitale al rimborso mediante assicurazione del maltolto, ma più spesso è impossibile recuperare il denaro perso a causa anche di operazioni internazionali. Inoltre il phishing non è imputabile all’istituto di credito ma ad un cattivo comportamento dell’utente che non custodisce i propri dati; non sarà quindi possibile richiedere un risarcimento danni alla banca.
Quando si riceve una comunicazione dall’aria ufficiale da parte della propria banca, è sempre meglio, in caso di dubbi, chiamare i numeri verdi di assistenza ai clienti della banca dove sarà possibile scoprire se realmente si necessita del nostro aiuto o si ha diritto a qualche premio.

Normalmente l’autore del messaggio di phishing si limita ad inviare più messaggi simili ad un enerome massa di utenti, sperando di cavarne qualcosa. Il phishing è una vera e propria che negli ultimi 10 anni ha fatto diverse centinaia di vittime. E’ importante proteggersi da questo genere di truffe prestando particolare attenzione all’uso che si fa di internet e dei nostri dati ogni qualvolta li si inserisce in siti web non protetti.


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