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Isc a cosa serve e quali banche convengono?

9 giugno 2010
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Con le nuove riforme da poco entrate in vigore in favore dei correntisti, la Banca di Italia, rende obbligatoria la predisposizione dell’indicatore sintetico di costo (Isc), un valore matematico, frutto di un calcolo di spesa, che dovrebbe permettere, con rapidità, di reperire il conto corrente, mutuo o altro prodotto bancario più economico.

Dal 26 maggio, infatti, gli istituti bancari hanno dovuto adeguare la documentazione e i fogli illustrativi relativi anche ai conti corrente. L’applicazione di tale etichetta è stata prevista già dallo scorso anno e deve riguardare i singoli conti corrente, segmentati sulla base di variabili socio-demografiche.

L’offerta rivolta al pubblico, però, non è cambiata, infatti, sono state mantenute le stesse proposte già esistenti in precedenza. In tal prosito, le banche sostengono che le offerte erano già state costruite sulle diverse esigenze della clientela e pertanto non hanno richiesto l’apportarsi di modifiche. La differenza principale, derivante da questa applicazione, consiste  nella predisposizione da parte degli istituti bancari, di una tabella contenente i profili sanciti dalla Banca d’Italia in garanzia di una maggiore trasparenza, come dispone il provvedimento del 29 luglio 2009 per quanto riguarda la correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti.

Questa iniziativa, permette di comparare i vari prezzi e le proposte “che si fanno concorrenza”, nel momento in cui si decide di aprire un conto corrente. L’Isc, viene comunicato all’interno del foglio informativo e nel documento di sintesi di fine anno. Oltre ai contenuti dell’indicatore sintetico dei costi si deve tener conto:

  • dell’imposta di bollo che corrisponde a 34,20 euro (obbligatoria per legge);
  • di eventuali interessi attivi e passivi maturati;
  • delle spese relative all’apertura del conto.

I clienti di hanno già  iniziato a ricevere, da parte dei gestori, le indicazioni sull’Isc, ed il 31 dicembre dovranno confrontare l’estratto conto. L’Iscn, però, per sua natura, comporta dei problemi di approssimazione e non consente di considerare i vari sconti, previsti per i conti a pacchetto, come dichiara . Di seguito, elenchiamo alcuni prodotti che si adattano alle varie esigenze:

  • Cont friends di Credem, dedicato ai giovani. Ha un costo di 41,21 euro allo sportello e di 31 euro se ci si avvale di canali alternativi
  • di Unicredit, rivolto alle famiglie con una bassa operatività. Costa 85,52 euro se si utilizza lo sporello e 46,40 euro nel restante dei casi.
  • Genius Frist sempre di Unicredit, per le famiglie che effettuano molte operazioni dal costo di 50,60 euro che diventano 14 netti se si utilizza internet.

Esistono, inoltre, dei conti a consumo, ideale per persone che svolgono un bassissimo numero di operazioni bancarie. Si tratta di prodotti base, che consentono di usufruire di un conto corrente che preveda, al costo di un canone annuo prefissato, un numero determinato di operazioni e di servizi.

Nei conti a pacchetto, internet risulta essere più conveniente dello sportello:

Profilo Conto che costa meno- banca tradizionale I conti a 0 euro- banche on line
Giovani(164 operazioni/anno) Credem Conto Friends- canali alternativi – 31,45 euro Webank o
Famiglie con operatività bassa(201 operazioni/anno) Credem -senza spese web- canali alternativi – 0 euro Webank o IngDirecto Iwbank
Famiglie con operatività media(228 operazioni/anno) Credem -senza spese- canali alternativi – 33 euro Webank o IngDirecto Iwbank
Famiglie con operatività elevata(253 operazioni/anno) Genius First – Unicredit- canali alternativi – 14 euro Webank o IngDirecto Iwbank
Pensionati con operatività bassa(124 operazioni/anno) Zerotondo – Intesa Sanpaolo-6 euro Webank o IngDirecto Iwbank
Pensionati con operatività media(189 operazioni/anno) Genius First – Unicredit- canali alternativi – 10 euro Webank o IngDirecto Iwbank

Nei calcoli vengono considerati  solo gli Isc. Interessi attivi e passivi e servizi restano fuori dal confronto. di conseguenza, ecco la top ten dei conti a consumo

Banca ISC (euro)
1 Bancoposta 63,2
2 Deutsche bank 73,2
3 Banca sella 203,78
4 Banca popolare di Milano Bpm 269,86
5 Monte dei paschi di Siena 273,6
6 Credem 278,55
7 Bnl Bnp parbas 281,3
8 Ubi banca 298
9 Intesa S Paolo 300.02
10 UniCedit 302,92

Fonte: Italia oggi, Lunedì 7 giugno 2010 pag.18


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