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Denunciare gli evasori fiscali o chiudere un occhio?

7 aprile 2010
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Denunciare gli evasori fiscali o chiudere un occhio? Cosa bisogna fare? La legge impone al cittadino di denunciare qualsiasi tipo di crimine e l’ rientra nella categoria, ma molti ritengono sia più giusta la politica del vivere e lasciar vivere sottovalutando gli effetti che l’evasione ha sull’economia globale.

Per iniziativa di un simpatico professore universitario è nato un sito web che si chiama www.evasori.info che permette a chiunque di segnalare in via anonima un evasore. Il sito non ha valenza legale ma crea una bella mappa dell’evasione italiana e dell’importo evaso.

E così mentre gli italiani sono costretti a nuovi prestiti per pagare medici e prestazioni lavorative necessarie, gli evasori fiscali ci costringono a diventare complici della loro frode, facendo leva sulla nostra necessità di servizi.

Ma cos’è l’evasione e come si combatte? Un evasore può essere un padrone di casa che richiede un affitto in nero o segnala nel contratto un importo differente da quello realmente percepito; un negoziante che non emette scontrino fiscale o altra fatturazione, un lavoratore che non dichiara tutte le sue entrate.

Per denunciare una qualsiasi ipotesi di violazione delle leggi italiane in materia economica è possibile contattare la Guardia di Finanza al numero d’emergenza 117 a qualsiasi ora del giorno.
Come si legge sul sito della finanza “Per le violazioni amministrative, quali il mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, si potrà procedere alla immediata verbalizzazione dell’illecito soltanto aspettando la pattuglia sul posto. In caso contrario, verranno acquisite tutte le informazioni necessarie e il segnalante sarà invitato a presentarsi presso il Reparto del Corpo più vicino per la necessaria formalizzazione. Alle Segnalazioni anonime non viene dato seguito. Pertanto, condizione imprescindibile è che il segnalante fornisca i propri dati anagrafici. Tutti i dati sono trattati nel rispetto della normativa sulla Privacy”. È comprensibile la motivazione di queste ferree regole ma come si può quindi pretendere che un cittadino effettui una denuncia? In pratica, se oggi scendendo a fare la spesa il fruttivendolo dovesse “dimenticare” lo scontrino fiscale il mio compito da bravo cittadino è:

- chiamare seduta stante il 117 e denunciare l’accaduto
- attendere l’arrivo della volante
- rilasciare i miei dati anagrafici per la denuncia…

… e logicamente partire alla ricerca di un nuovo fruttivendolo per i giorni a venire, perchè questo non mi permetterà mai di farla franca per aver fatto il mio dovere di cittadino. In alternativa posso sgattaiolare alla prima caserma della Gdf fare una denuncia e chiedere di restare anonima, ma a quel punto per ottenere le prove i finanzieri dovranno piantonare il negozio in attesa di uno “sgarro”… alternativa numero tre, chiedo lo scontrino, magari lo ottengo anche giocandomi per sempre eventuali sconti futuri, il negoziante è obbligato a regolarizzare i miei 5 euro di frutta ma eviterà lo scontrino a quello dopo di me.

Stesso discorso per gli affitti, mettiamo che io denunci il mio padrone di casa perché non ha regolarizzato il mio contratto… pensate che il prossimo mese non riceverò un avviso di sfratto o un aumento di affitto ingiustificato?
D’altro canto se resto inerte e fingo di nulla sarà sempre compito mio pagare più tasse, e se avrò bisogno di chiedere un prestito per vivere perché non posso detrarre le spese mediche non fatturate o l’affitto non potrò dare la colpa ad altri. Allora cosa fare? Denunciare o entrare nel gruppo dell’omertà?


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1 commento »

  • Nome ha scritto:

    Consiglio di verificare l’attuazione di una pratica diffusa.
    Si acquista una seconda casa e la si dichiara come prima casa nel seguente modo:

    1) si intesta a figlio/a minorenne
    2) si trasferisce la residenza del figlio/figlia intestatario/a e di uno dei genitori nel comune dove è la casa
    3) si compra la casa dichiarandola come prima casa, quindi pagando solo il 4% di IVA anzichè il 10%
    4) successivamente, dopo pochi mesi, per non avere più i fastidi logistici del traferimento di residenza, si riporta questa alla vera residenza.

    Tutto questo per non pagare il 6% di IVA e di evadere anche l’ICI.
    Se vi chiedete chi lo permette, potete indagare in Banca D’Italia che, tramite la sua Cassa Depositi e Prestiti permette questo. Inoltre permette anche la concessione di parte del TFR in quanto la considera prima casa. Questo avendo già concesso alla stessa famiglia un mutuo per la vera prima casa.
    Se volete un riscontro stimolate controlli in zona Lavinio (Latina).

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