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Riforma del Tub: Addio alle Finanziarie 106 e ai Mediatori Creditizi che non siano società

11 maggio 2010
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Entro l’11 giugno 2010 sarà varata la Riforma del Testo Unico Bancario (Decreto legislativo 1 settembre 1993, n.385), che prevede sostanziali modifiche sia al Titolo V, quello cioè riguardante i Soggetti operanti nel settore finanziario, che al Titolo VI relativo alla Trasparenza delle condizioni contrattuali.

In merito al Titolo V la nuova disposizione prevede che gli iscritti all’elenco generale ex articolo 106 e quelli rientranti nell’elenco speciale ex at. 107 siano sostituiti da un’unica figura di intermediario finanziario sottoposto al controllo diretto di Banca d’Italia.

Questo cambiamento obbligherà tutti i soggetti che operano nel settore finanziario a rivedere la propria struttura organizzativa e contabile  e il proprio stato patrimoniale e conformandosi ai requisiti più severi, che fino a questo momento Bankitalia aveva richiesto esclusivamente alle cosiddette società “ex 107”.
È quindi evidente che le realtà di intermediazione creditizia che non riusciranno a rispettare le nuove condizioni impartite da Via Nazionale, saranno costrette a cessare la propria attività.

Ma veniamo alle modifiche apportate al Titolo VI. In questo caso in realtà il testo non è stato sostituito ma ampliato con l’inserimento di alcune importanti novità per le figure degli agenti in attività finanziaria e dei .

Nelle nuove estensioni dell’articolo 128 vengono specificate le regole per l’agente in attività finanziaria e il mediatore creditizio:
•    le due categorie sono tenute all’iscrizione in nuovi albi professionali gestiti da un Organismo (art.128 septies) avente personalità giuridica e ordinato in forma di associazione
•    dovranno entrambe seguire periodicamente dei corsi di aggiornamento
•    gli agenti dovranno sostenere un prova valutativa
•    entrambe sono tenute alla stipula di una polizza assicurativa di responsabilità civile per eventuali danni arrecati nell’esercizio della loro attività.
•    È vietata la contestuale iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Ma in assoluto la novità più rivoluzionaria e discussa del testo è l’obbligo per i mediatori di costituirsi in società per azioni, in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata o di società cooperativa, con capitale sociale  minimo pari a 120.000 euro. In sostanza i mediatori non potranno essere più persone fisiche.

Di fronte ad una tale prospettiva, gli intermediari finanziari, agenti e mediatori non potevano restare indifferenti e hanno dato vita ad una serie di iniziative per esprimere il proprio dissenso.

Un nostro lettore (che evidentemente lavora nel settore finanziario) ci ha informati di una comunicazione che gli operatori presto inoltreranno al Governo, per richiedere il rinvio dell’approvazione dei decreti legislativi “responsabili” della Riforma.

Riposrtiamo alcune frasi salienti contenute nel testo:  “…. All’interno del provvedimento sono state inserite norme che di fatto avranno l’effetto di:
1. eliminare dal settore creditizio ogni soggetto che non sia una banca ovvero strettamente collegato a gruppi bancari, ponendo gli intermediari finanziari di origine privata nella materiale impossibilità di continuare ad operare, alla luce degli appesantimenti burocratici e dei conseguenti maggiori costi previsti, assolutamente incompatibili con dimensioni, ruolo e funzioni sin qui riservati dalla legge a tali operatori.
2. ridurre drasticamente il numero degli attuali addetti alla distribuzione dei prodotti di credito al consumo (agenti e mediatori)….

Nel documento si parla dell’eliminazione di circa 700 operatori creditizi privati, un taglio indiscriminato che secondo le associazioni di categorie non terrebbe conto del lavoro di “ migliaia di onesti cittadini, la cui unica colpa è lavorare nel settore del credito”.

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Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n° 235

5 commenti »

  • crescenzo ha scritto:

    Era ora che facessero chidere le centinaio di finaziarie che sono sorte negli ultimi 10 anni vedendo nella cessione del quinto grasso che cola…brava BANCA D’ITALIA…tutti a casa e impariamo con umiltà a guadagnarci il pane onestamente e non facendo pagare al cliente TASSI DEL 16/17%…

  • prestito ha scritto:

    Dobbiamo sempre vedere se la soluzione ora in discussione, sia veramente in grado di risolvere il grande problema della mancanza di un codice deontologico presente nel settore finanziario!

  • roberto ha scritto:

    io penso che questa Legge serva a dare il mercato in mano alle banche che hanno capito il business.
    Ma perchè Banca d Italia non è intervenuta con la stessa forza nei confronti delle banche che hanno venduto obbligazioni spazzatura (vedi cirio, parmalat, giacomelli, bond argentina ecc.)?????
    a Napoli si dice: a chi figl e a chi figliastr!!!!!!

  • crescenzo ha scritto:

    La soluzione è una sola:tutti a casa gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi che guadagnano su una cessione del quinto anche 3000/4000 euro…banca d’italia oltre a fare una pulizia del mercato dovrebbe fissare delle provvigioni massime da caricare su una pratica (max 4%) cosi le centinaia di finaziarie che si sono sviluppate su un sistema multilever ridimensionano i proprio volumi d’affari e smetteranno di fare il brutto e il cattivo tempo nel mondo della cessione del quinto

  • prestito ha scritto:

    Vi informo che abbiamo aperto una discussione sul nostro forum;
    per approfondimenti e domande visitate il nostro Forum: http://forum.prestitotto.it/discussione-riforma-mediazione-creditizia/3-riforma-del-tub-girano.html#post10

    Mi raccomando prima di inserire nuove discussioni leggete il regolamento.

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