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Protestati, cattivi pagatori e raccolta dati finanziari, perchè?

21 aprile 2010
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Per una banca o altro ente che fornisce servizi finanziari è sempre più necessario poter porre la propria fiducia in persone affidabili, che siano in grado, cioè di restituire i propri debiti. Cosa succederebbe se le banche cominciassero a prestare soldi indiscriminatamente anche a persone non in grado di restituire il debito?

E’ vero, per lo sviluppo sociale anche le classi più deboli dovrebbero poter accedere al credito, ecco perchè nel tempo abbiamo parlato di molteplici iniziative legate al microcredito e social lending, ma le banche sono alla base degli investimenti della nazione, se esse offrissero il proprio denaro a chiunque senza nessuna garanzia l’economia non reggerebbe a lungo il peso del debito. Ecco perché nascono le Centrali Rischi Finanziari.

Esistono 3 diversi tipi di centrali rischi:

  1. una Centrale rischi pubblica gestita dalla Banca d’Italia per le richieste di finanziamento superiori a 75.000 euro;
  2. una Centrale rischi pubblica ma gestita dalla Società Interbancaria per l’Automazione sotto la vigilanza della Banca d’Italia, per le richieste di finanziamento per importi compresi tra 30.000 e 75.000 euro;
  3. Centrali rischi private per le richieste di finanziamento di importo minore rispetto a 30.000 euro.

Queste centrali rischio vengono definite genericamente , sistemi di informazioni creditizie, e servono a fornire agli enti bancari e finanziari informazioni sui possibili clienti alla ricerca di un prestito.

Nei SIC, infatti, vengono inseriti i dati relativi a tutti i cittadini che abbiano effettuato richiesta di un prestito (sia esso mutuo, cessione del quinto dello stipenio, prestito personale, o altra modalità di prestito di denaro). Le informazioni raccolte riguardano dati personali ma, soprattutto, lo stato del debito. Il numero di rate dovute, l’importo dei finanziamenti in corso, il numero di rate pagate ed eventualmente il numero di rate per cui si è in ritardo con i pagamenti. Queste informazioni possono essere conservate per un certo ammontare di tempo, da noi più volte illustrato in altri articoli,  da un minimo di 1 mese, nel caso di semplici richieste di finanziamento respinte fino ad un massimo di 3 anni. Per registrare i dati del cittadino buon pagatore è necessario il consenso informato del cliente, se invece parliamo di (ovvero di pagatori in ritardo con le rate o insolventi) o di domande di finanziamento respinte, la registrazione è automatica e non può essere contestata.

Al momento la più famosa società a gestire una centrale rischi è il in cui risultano attivi circa 50 milioni di utenti. Gli iscritti al Crif come cattivi pagatori sono persone che, per vari motivi, non sono stati in grado di onorare un debito nelle date prestabilite e vengono quindi considerati non affidabili, e per questo scartati dall’accesso ad altre forme di credito. La società CRIF Centrale Rischi Finanziari gestisce una database chiamato EURISC cui le banche e finanziarie possono accedere per esaminare la storia creditizia di un qualsiasi cliente. I database di questo tipo servono infatti alle aziende che erogano prestiti per effettuare “stime di rischio” sui probabili clienti. Esaminando le pregresse esperienze, positive o negative, del cliente in questione, la banca è in grado di definire la percentuale di rischio nell’erogare un prestito e può quindi investire con più oculatezza i fondi dei suoi clienti.

Ma le banche dati finanziarie hanno una funzione positiva anche per chi vi è iscritto. Contrariamente a quanto si crede il 95% delle persone che compaiono nel registro CRIF sono ottimi pagatori. Questa pregressa esperienza di pagamento positiva è una buona base per ottenere nuovo credito in futuro in quanto attesta la serietà del pagatore.  Una persona, ad esempio, che abbia comprato un oggetto a rate nel corso della sua vita, e non abbia mai avuto problemi, avrà più possibilità di accedere ad un prestito di una che non abbia mai eseguito operazioni a credito.

Essere censiti nel CRIF è quindi anche una buona cosa che spesso favorisce l’accesso al credito, anche per chi è considerato cattivo pagatore la segnalazione del CRIF non è vincolante, la banca può tranquillamente decidere di ignorare questa segnalazione e concedere comunque un nuovo prestito.

Fonte: http://www.prestito-personale.cc/centrale-rischi-finanziari-crif-eurisc


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