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Nuove norme per i Money Broker

27 gennaio 2010
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Questa volta tocca a Banca d’Italia porre un freno. Nell’attesa di nuove regolamentazioni internazionali al lavoro dei Money Broker l’istituto centrale di vigilanza italiano comincia a dettare le sue regole. Non si può giocare con il credito, è questo il messaggio che arriva chiaro e forte da via Nazionale; gli intermediatori dovranno essere i primi ad aiutare l’Italia, bandendo e denunciando le operazioni illegali o sospette ed applicando norme più rigide agli investimenti. Il tutto per evitare il crollo del mercato a seguito di operazioni eseguite con mancanza di liquidità.
Diverse le regolamentazioni che colpiscono gli intermediari finanziari; in particolare gli interventi si dividono in quattro aree:

  1. I Broker non potranno svolgere attività in nome proprio o per conto del cliente. La strada intrapresa da Bank’italia è quella delle operazioni in valuta. Non persone ma capitali, è questo il risultato cui puntare. In particolare è un punto cardine che gli operatori monetari posseggano realmente l’intero ammontare del capitale investito e mobilitato; la disposizione di liquidità, infatti, dovrebbe evitare speculazioni e gioco d’azzardo con le risorse dei piccoli risparmiatori. Sulla stessa riga, invece, arrivano le comunicazioni per le società finziarie ex articolo 106 del Tub. In questo caso infatti, le società potranno effettuare operazioni di cambi solo per conto del cliente senza assunzione di rischi propri.
  2. Il secondo paletto si riferisce alla prestazione di servizi. È vietata infatti la raccolta di denaro dei risparmiatori per i cambi, ogni operazione effettuata deve prevedere che il denaro da cambiare sia realmente a disposizione depositato presso un conto corrente a nome del cliente per cui si effettua il cambio.
  3. Un’altra precisazione arriva sul campo delle autorizzazioni. Sarà possibile effettuare operazioni solo direttamente autorizzate dal cliente e non più gestire genericamente il portafoglio titoli. Questo perché non è pensabile che il cliente lasci il rischio delle operazioni nelle mani del mediatore.
  4. Per concludere l’ultimo punto prevede: per gli ex articolo 106 del Tub che nelle compravendite l’intero ammontare dell’acquisto sia effettivamente scambiato. Allo stesso modo per tutti i money broker, nelle operazioni di mercato si deve disporre dell’intero capitale ed esso deve essere realmente parte per intero, dello scambio.

Fonte: il sole 24ore 21/01/2010 Pag. 37


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