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Il prestito vitalizio come soluzione per la terza eta`

19 gennaio 2011

Non e` sempre facile per chi ha superato i 65 anni, poter accedere ad un prestito o mutuo per far fronte alle proprie esigenze di liquidita` o dare vita a nuovi progetti.

Proprio per questo motivo e` nata da qualche tempo una nuova forma di finanziamento pensata esclusivamente per coloro i quali hanno superato i 65 anni e sono proprietari di immobile: il prestito vitalizio.

Vediamo nel dettaglio cos’ e` e quali sono i requisiti per accedervi, fermo restando che e` sempre importante, prima di iniziare qualsiasi procedura di carattere finanziario, possedere una conoscenza adeguata delle condizioni di contratto e dei relativi fogli informativi del prodotto.

L’ immobile oggi e` visto come uno dei beni piu` preziosi e che nel tempo continua ad acquistare valore, ecco perche` si e` pensato di collegare il prestito vitalizio a questo tipo di garanzia, piu` che al reddito: la casa e` diventata un vero e proprio capitale nelle mani di chi la possiede.

Ebbene, dicevamo che il prestito vitalizio richiede come caratteristiche principali, l’ eta` (over 65) ed un immobile di proprieta`; in effetti esso monetizza parte del valore della casa, mantenendo la sicurezza della sua proprieta`e senza neanche richiedere il  pagamento delle rate mensili di rimborso per tutta la vita.

Sembra il prodotto perfetto, ma nulla si fa per niente e sicuramente l’ Istituto che eroga il finanziamento, prima o poi, richiedera` la restituzione del capitale e degli interessi!

Cosa succede allora? Partiamo col dire che si tratta di un prestito a lunga durata (vitalizio), assistito da garanzia ipotecaria ed ideato in modo da non richiedere il pagamento rateale per la restituzione del debito, fino a quando il soggetto richiedente rimane in vita.

Gli interessi maturati nell’ arco del tempo, saranno capitalizzati annualmente e rimborsati in un’unica soluzione, insieme al capitale, in seguito al decesso del titolare del finanziamento stesso; l’ unica spesa da sostenere anticipatamente sara` la perizia dell’ immobile.

Venuta meno la persona che aveva contratto il prestito vitalizio, i suoi eredi hanno 10 mesi di tempo per restituire la somma dovuta (capitale+interessi); essi potranno decidere, a questo punto, di vendere la casa , oppure fare un nuovo mutuo ipotecario, per ottenere la liquidita` necessaria ed onorare il debito contratto dai genitori.

Qualora non ci fossero eredi o questi non potessero far fronte all’ estinzione del prestito vitalizio, la Societa` erogante avra` mandato di vendita della casa, a cui potra` dare luogo soltanto dopo che siano trascorsi 12 mesi dalla scadenza del finanziamento; i proventi serviranno a recuperare il dovuto, mentre eventuale eccedenza sara` restituita agli aventi causa.

L’ importo massimo richiedibile e` di 350 mila euro e molto dipende dall’ eta` e dal valore della casa, piu` sono alti, maggiore e` la somma finanziabile.

I costi per accendere un prestito vitalizio riguardano la copertura assicurativa sull’ immobile, le commissioni di istruttoria, gli interessi, le spese notarili, quelle amministrative annuali e gli oneri fiscali relativi al contratto, ma vengono tutti finanziati insieme al prestito, tranne, come su specificato, la perizia.

Attualmente e` Euvis la Societa` leader sul mercato nell’ erogazione di tale tipologia di prestito.

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