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Il Fondo Pmi rischia di perdere la copertura

28 aprile 2011

Le richieste al sono troppe rispetto alle risorse disponibili

Il Fondo Pmi è stato in questi anni uno dei principali strumenti per rispondere alla crisi delle imprese italiane, ora però le risorse a disposizione sono insufficienti ad affrontare la costante richiesta di finanziamenti delle Pmi.
La continua richiesta al Fondo centrale di garanzia rischia una battuta d’arresto visto che nel prossimo decreto di sviluppo non ne è previsto il rifinanziamento.

In che cosa consiste il Fondo Pmi

Il Fondo Pmi consente alle piccole e medie imprese di offrire una garanzia pubblica come corrispettivo alla richiesta di finanziamento presso le . I dati del Comitato di gestione, attivo presso il , rilevano una crescita esponenziale delle operazioni sia tra il 2008 e il 2009 (da 13.947 a 24.600 domande accolte), sia tra il 2009 e il 2010. Nel primo trimestre di quest’anno si è registrata una crescita del 40% rispetto allo stesso periodo del 2010. In tre anni, grazie al Fondo, sono stati messi a disposizione delle piccole e medie imprese finanziamenti per 2,3 miliardi, di cui 1,3 miliardi a importo garantito. L’entità media del finanziamento attivato è di 158.400 euro, mentre per le imprese artigiane è di 66.800 euro.
La maggioranza delle richieste rivolte al Fondo sono motivate da mere esigenze di liquidità: solo il 18,3% riguarda operazioni finalizzate all’investimento.
Il collasso del Fondo Pmi si è verificato a causa dell’adozione combinata di alcuni interventi: estensione della garazia a nuove categorie come artigiani,cooperative e autotrasporto; revisione dei criteri di accesso previsti per le Pmi e dei confidi autorizzati a certificare il merito di credito. All’ampliamento di competenze del Fondo, però, non sono state corrisposte risorse addizionali.
Dunque si è scelto di orientarsi verso un ridimensionamento degli interventi: è stata ridotta la percentuale di copertura della garanzia dal 60 al 50% per gli interventi di garanzia diretta e dal 90 all’80% per le operazioni di controgaranzia. Anche la percentuale di accantonamento per le operazioni meno rischiose è stata ridimensionata: dal 10 all’8% e dal 20 al 15 per cento.
Nonostante le misure straordinarie, gli interventi però potrebbero non bastare:c’è da considerare l’effetto prosciugamento del Fondo nei prossimi mesi impegnato a coprire le imprese oggetto dell’accordo siglato lo scorso febbraio. Tale accordo dispone una proroga di altri sei mesi sulla moratoria dei debiti delle imprese.
Le previsioni per il 2012 sono quindi molto incerte e gli stanziamenti al Fondo Pmi previsti per il prossimo anno (circa 550 milioni) non saranno sufficienti se la domanda di finanziamenti continuerà a crescere.

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