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Cos’è un garante e cosa comporta mettere una firma a garanzia di un prestito?

10 giugno 2010
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Con la crisi degli ultimi anni le banche sono diventate ancora più restie a concedere prestiti basati esclusivamente sulla busta paga soprattutto nel caso di dipendenti del settore privato. Sempre più spesso viene richiesto l’intervento di un per l’erogazione di un prestito, sia esso un prestito personale di poche centinaia di euro sia esso un mutuo ipotecario.

Il Garante è una persona che mette a disposizione delle banca i suoi beni ed i suoi introito (salario o pensione) a garanzia del prestito di una terza persona.

Ma cosa rischia un garante? A cosa può andare in contro?

Innanzi tutto, per quanto scontato, è bene dire che prima di offrirsi come garanti è bene essere sicuri della solvibilità della persona per cui garantiamo. Spesso i figli chiedono ai genitori di farsi garanti del loro mutuo, ad esempio, ma per quanto amore si possa avere nei confronti della propria progenie, bisognerebbe sempre evitare di garantire per prestiti a rischio, in quanto il rischio potrebbe ricadere interamente sulle spalle del garante. Quando si decide di essere un garante si deve tenere presente che si sta praticamente garantendo alla banca o istituto di credito la volontà di coprire l’eventuale debito residuo non pagato dalla persona per cui garantiamo. Inoltre la posizione del garante viene riportata nelle pratiche di prestito; il garante quindi, qualora volesse in futuro a sua volta accedere ad un prestito, potrebbe trovare qualche difficoltà in quanto già virtualmente impegnato a coprire un prestito in corso a nome di un’altra persona.

Facciamo un caso pratico. Un padre decide di garantire per il mutuo del figlio che magari è un lavoratore precario. Se la banca accetta la garanzia ed eroga il mutuo su queste basi il padre diventa a tutti gli effetti un garante. Se in seguito il padre dovesse aver bisogno di un prestito, questo potrebbe essergli rifiutato a causa della garanzia pendente, ovvero basandosi sul fatto che gli introiti del padre sono già stati messi a garanzia del mutuo; è quindi bene evitare di garantire per prestiti di lunga durata. Se con il passare degli anni il figlio dovesse perdere il lavoro o per altre cause dovesse essere impossibilitato a pagare puntualmente il suo debito, la banca potrebbe rivalersi sul padre trattenendo parte del suo salario (o pensione) o addirittura rivalendosi sui beni del padre qualora salario o pensione non fossero sufficienti a saldare il debito contratto. In questo modo, un padre desideroso di aiutare il figlio, potrebbe trovarsi esso stesso in condizioni disagiate.

Insomma fare da garanti non è una formalità e non si può decidere, senza averci prima ben pensato, di apporre una firma a garanzia di un prestito.

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