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Bonus di produzione e tasse ad hoc

21 gennaio 2010
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Bonus GlobaliNon si arrendono le Banche mondiali che rischiano di vedersi tassati i bonus di produzione. In America sono in molti a temere che la nuova “Financial Crisis Responsibility Fee” la tassa proposta da Obama per decurtare parte dei bonus dei dirigenti e broker del settore finanziario possa divenire realtà.

C’è chi già pensa di rivolgersi agli avvocati per tentare di dimostrare come una tale legge, a carico di un solo settore, sia considerabile “arbitraria e punitiva” e quindi incostituzionale; ma c’è anche chi, per paura di peggiori conseguenze d’immagine ed economiche, preferirebbe abbassare il capo e sperare nella clemenza del giudizio.

I prestiti alle imprese bancarie sono stati una manovra obbligata per salvare l’economia nazionale che richiedeva disponibilità liquida di capitale al fine di evitare il tracollo totale. Ma i finanziamenti vengono adesso chiesti indietro, proprio come per un reale prestito personale. Persino la Svezia ha deciso di tassare le proprie banche per spingerle ad evitare rischi eccessivi della speculazione ed è anche andata oltre creando una tassa che abbia carattere permanente.

Sembra essere questo l’obiettivo anche nel Regno Unito che, attraverso il ministro delle finanze Alistair Darling chiede non solo la stessa restituzione dei capitali prestati ma addirittura una tassa globale a protezione dei rischi economici causati dai giochi di potere bancari, anche se si augura che questa possa essere basata su altri criteri. E nel panorama globale scuotono un pò tutti la testa, in assenso o dissenso. Sarebbe infatti utile tutelare l’economia globale dal rischio di bolle speculative e comportamenti ad alto rischio, ma il provvedimento dovrebbe ovviamente essere comunemente condiviso per evitare di attuare politiche di protezione che svantaggino alcuni personaggi del mercato globale rispetto ad altri.

Ci sono però diversi pareri di cui tenere conto, il controllo dell’economia infatti, è una questione molto delicata che può si portare a gravi recessioni come quella appena vissuta ma può anche influenzare positivamente il mercato. Il rischio, insomma, fa parte dell’investimento, e controllarlo non è certamente cosa facile.

Fonte: Financial Times 19/01/2010 Pag. 3, 9


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