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Blanchard: “Ripresa difficile nel 2011, paesi eurozona aiutati dal Fmi”

4 gennaio 2011
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olivier blanchard fmiOlivier Blanchard, capo economista del (), afferma: “Una ripresa economica a due velocità dominerà il 2011, con una crescita debole nelle economie avanzate appena sufficiente a ridurre la disoccupazione e le economie emergenti alle prese con le sfide poste dal successo, incluso come evitare un surriscaldamento della loro economia e gestire i flussi di capitale”.

Altri paesi dell’eurozona, oltre alla Grecia e all’Irlanda avrebbero bisogno di essere aiutati dal Fmi e dall’Unione europea nella loro lotta contro l’aumento del debito pubblico”, prosegue Blanchard, che sostiene che il processo di ribilanciamento è complesso: “Ribilanciare, sia all’interno sia all’esterno, continua a essere cruciale. Nessuna singola misura, nessun singolo paese ha una soluzione. Misure strutturali sono necessarie: ad esempio in Asia misure per migliorare l’intermediazione finanziaria e negli Stati Uniti riforme del sistema di intermediazione finanziaria. Gli aggiustamenti dei tassi di cambio sono parte integrante di questo processo. Il ruolo centrale giocato nella crisi dal G20. Fino a quando la crisi è stata acuta ha rappresentato il giusto forum per un’azione rapida e veloce. Ora che la crisi è meno acuta e i paesi si trovano ad affrontare problemi differenti, un accordo è più difficile da raggiungere e, come abbiamo visto a Seoul, le discussioni possono essere intense”.

Infine, Blanchard spiega che le difficoltà di bilancio derivano da una grave regressione e non semplicemente da un atteggiamento fiscale irresponsabile: “Non c’è alcun dubbio che diversi paesi in Europa si troveranno ad affrontare lunghi e difficili aggiustamenti macroeconomici. Ad eccezione della Grecia, le difficoltà di bilancio sono il risultato di un grande recessione non di un atteggiamento fiscale irresponsabile. Ad eccezione della Grecia, le difficoltà di bilancio sono il risultato di una grande recessione e non di un atteggiamento irresponsabile. Possono i Paesi raggiungere una sostenibilità di bilancio? Possono farlo ma qui un altro mantra del Fmi va ripetuto: quello che è essenziale non è quanto siano drammatici i tagli ma gli obiettivi di medio termine, un credibile piano per la stabilizzazione del debito ed eventualmente una riduzione del debito. Possono i paesi fare questo per conto loro? Capisco completamente la riluttanza a chiedere di partecipare al programma dell’Unione Europea e del Fmi. Ma questi programmi possono aiutare in due modi: in primo luogo mette un tetto ai tassi di interesse ai quali il governo può finanziarsi, in secondo luogo anche se nell’ambito di tali programmi non viene chiesto a un Paese di fare di più di quanto non avrebbe fatto da solo, questi rafforzano la credibilità di questi impegni e rassicurano i mercati”.


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