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Bce, preoccupazioni per il mercato del lavoro

10 dicembre 2010
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bce preoccupazione mercato del lavoroLa avverte: “Situazione ancora piena di rischi e alcune vulnerabilità possono portare a sorprese negative di rilevanza sistemica”. I tempi di esclusione dal mercato del lavoro sono troppo lunghi. Desta ancora preoccupazione la sostenibilità dei bilanci di alcuni paesi dell’area ed è necessario che gli stati “portino avanti piani di risanamento pluriennali credibili e attuino integralmente le misure di riequilibrio previste”, come sostiene la nel bollettino di dicembre, in cui parla di allarme anche per il mercato del lavoro.

Sebbene alcuni paesi registrino andamenti dei conti pubblici più favorevoli di quanto atteso in precedenza , per altri rimane molto viva la preoccupazione circa la sostenibilità delle posizioni di bilancio e la vulnerabilità a reazioni avverse del mercato. I disavanzi attesi sono in qualche misura inferiori a quanto prospettato nelle previsioni della Commissione formulate nella primavera 2010, sia per l’area dell’euro nel suo insieme sia per la maggior parte dei singoli paesi”, conferma la Bce, “E’ probabile che il debito pubblico in rapporto al Pil aumenti in tutti i Paesi dell’area euro nei 2011 e in quasi tutti nel 2012, ad eccezione di Germania e Italia. Quattro Paesi dell’area (Belgio, Irlanda, Grecia e Italia) – scrive tuttavia la Bce – registrerebbero rapporti debito/Pil superiori al 100%. E’ essenziale che i Paesi Ue portino avanti piano di risanamento pluriennali credibili e attuino integralmente le misure di riequilibrio previste. Nei bilanci per il 2011 devono precisare interventi di aggiustamento credibili dei conti, incentrati sul lato della spesa”. La Bce è critica verso le proposte di riforma della governance economica dell’ che sono state concordate al Consiglio Ue di fine ottobre: “Non bastano ad assicurare quel salto di qualità. Il consiglio direttivo nutre timori sul fatto che nell’attuazione della sorveglianza delle finanze pubbliche non vi sia sufficiente automaticità”.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, la Bce dichiara “le condizioni del mercato del lavoro hanno continuato a stabilizzarsi negli ultimi mesi ma l’aumento della disoccupazione di lungo periodo è motivo di preoccupazione ed esige una risposta di policy efficace“e che “il numero di persone rimaste disoccupate per almeno 12 mesi, ha subito un incremento del 30% nell’anno fino al secondo trimestre del 2010, a fronte di una crescita media del 4% registrata nel periodo 2008-2009“.

La Bce suggerisce “al fine di ridurre la disoccupazione strutturale e il rischio di erosione del capitale umano associato ai lunghi periodi di disoccupazione, politiche intese a promuovere la moderazione e la flessibilità salariale, insieme ad altre politiche attive per il mercato del lavoro, che rendano più efficiente l’incontro tra domanda e offerta e rafforzino l’attaccamento al mercato del lavoro da parte dei disoccupati di lungo periodo. Urge l’attuazione di riforme strutturali di ampia portata”, misura definita “essenziale per migliorare le prospettive di una maggiore crescita sostenibile. Profonde riforme risultano particolarmente necessarie nei paesi che in passato hanno subito una perdita di competitività o che al momento soffrono di disavanzi nei conti pubblici e disavanzi esterni elevati”.

Inoltre, parla di dover “eliminare le rigidità del mercato del lavoro e potenziare la crescita della produttività favorirebbero ulteriormente il processo di aggiustamento di tali economie. Inoltre stimolare la concorrenza nei mercati dei beni e soprattutto dei servizi agevolerebbe la ristrutturazione dell’economia e incoraggerebbe l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie”.


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