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Bankitalia contro le Società ex 106: la protesta di un lettore

13 maggio 2010
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Continua la protesta degli operatori finanziari contro la Riforma del testo unico bancario.

Come abbiamo visto in un precedente articolo, il Governo dovrà approvare entro l’11 giugno 2010 le modifiche apportate al titolo V e al Titolo VI del TUB, che comporteranno, tra le altre cose, la soppressione degli intermediari finanziari ex 106 e dei mediatori creditizi costituiti da persone fisiche.

Oggi una nuova lettera di dissenso è pervenuta alla redazione di Prestitotto da parte di un lettore anonimo che ci offre una riflessione sui cambiamenti che travolgeranno il settore del credito al consumo. Vista la lucidità della protesta abbiamo deciso di condividere con i nostri lettori i passaggi più interessanti.

Il governo ha dato delega (art.33 della legge n.88/2009 – comunitaria 2008) “in bianco” alla Banca d’Italia di normare il recepimento della direttiva europea 2008/48/CE sul credito al consumo. Ma il nostro governo sa cosa sta combinando Banca d’Italia con la complicità del Ministero dell’economia e della finanza? (….) Banca d’Italia, nel suo ambito, può legiferare, controllare ed in fine sanzionare.”

Il nostro lettore denuncia a chiare lettere “l’accanimento, di bankitalia, verso tutti i componenti delle categorie degli intermediari finanziari, dei mediatori creditizi e degli ” e aggiungeUltimamente (Banca d’Italia) sta facendo chiudere società finanziarie ad un ritmo allarmante. Ed in molti casi senza motivi fondati. L’atteggiamento punitivo prevale su quello costruttivo, per cui preferisce eliminare gli operatori piuttosto che indicare loro cosa fare per migliorare.”

Ma cosa spinge Banca d’Italia ad assumere un tale atteggiamento verso ? La riforma è frutto solo di un repentino desiderio di “pulizia” del settore creditizio o cela qualche interesse dell’Istituto di via Nazionale?

La risposta ci arriva proprio dal nostro lettore che alla sua lettera ha allegato un interessante documento relativo alla compagine di Banca D’Italia. Dei 64 partecipanti al capitale solo 6 non sono banche! Ma c’è di più: ai primi due posti per numero di quote troviamo Intesa Sanpaolo e Unicredit, i due maggiori gruppi bancari presenti in Italia.

Riportiamo l’elenco completo degli enti partecipanti Banca d’Italia, disponibile sul suo sito all’indirizzo http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti.

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8 commenti »

  • ARMANDO ha scritto:

    volevo rispondere all’articolo della riforma per eliminare società ex 106 e mediatori creditizi, questo è il risultato per il cattivo lavoro eseguito dalla gran parte di mediatori alle prime armi , e dal cattivo controllo degli intermediari, che hanno sempre pensato al volume del fatturato e non ad un etica professionale la quale salvaguarda il futuro di tutti noi. Quindi il risultato sapete qual’è , andremo tutti a casa costretti a cambiare lavoro , il quale ai giorni d’oggi non c’è. Cosi finiranno le famose provvigioni del 10% e 12% del mediatore.

  • Un mediatore... ha scritto:

    Che Banca d’Italia, istituto di DIRITTO PUBBLICO, fosse partecipata dalla quasi totalità di enti privati non è una novità per gli addetti ai lavori…

    Il sito di Bankitalia recita:
    “La Banca d’Italia vigila sulle banche, sulle società di gestione del risparmio…”

    Ricapitolando, Banca d’Italia è partecipata quasi esclusivamente da banche, le quali sono vigilate nel loro operato dalla Banca d’Italia, praticamente le banche si controllano da sole!

    Intuito il business, via lo scippo di Bankitalia (ossia le banche) ai vari agenti, mediatori, 106, 107…

    Questo video chiarisce tutto
    http://www.youtube.com/watch?v=VDb4nwWYVks

    W l’Italia, W il Paese dei Balocchi

  • crescenzo ha scritto:

    Banca d’Italia fa bene a far chiudere mediatori creditizi e agenti finaziari senza scrupoli che la maggior parte delle volte fanno firmare contratti in bianco e non danno informazioni dettagliate sul TAEG che il cliente effettivamente va a pagare…era ora che i signori delle finaziarie che nel giro di un decennio hanno creato imperi economici smettessero di guadagnare con la cessione del quinto sulla pelle dei lavoratori…sono un agente finaziario e sono contento se la banca d’italia ci manda tutti a casa…cosi imparerermo a guadagnarci i soldi onestamente e non fregando i clienti.
    I mediatori peggio ancora:chiedono il 3% + iva al cliente in più prendono gli storni provvigionali dalle banche…alla fine sono dei semplici passa carte dalle agenzie immobiliri alle banche…e ditemi voi per passare delle carte di istruttoria secondo voi devono guadagnare anche 7000/8000 euro?Ma che andassero tutti a lavorare alla cave

  • daniele ha scritto:

    Dall’analisi di Crescenzo devo pensare che per qualche motivo sia irritato con la categoria degli agenti e mediatori; sicuramente alcuni di questi sono persone senza scrupoli che si sono arricchite in modo scorretto ai danni della clientela, ma bisogna stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio, perchè quelli che hanno operato in questi anni spennando i clienti, sono anche i soli che non avendo costi e strutture rimarranno sul mercato a discapito di chi ha operato correttamente, inoltre bisogna che riflettiamo tutti sugli scopi di Bankit nel voler chiudere gli intermediari finanziari, perche gli interessi delle banche, padrone di Bankit, sono quelli di prendersi il mercato a costo zero , non vogliono assolutamente migliorare il servizio ma solo portarsi via i proventi senza però averne la capacità e così facendo porteranno parte della clientela a doversi rivolgere al mercato dei finanziamenti clandestini (usura).

  • alberto ha scritto:

    sono d’accordo con crescenzo…sono un agente in attività finaziaria dipendente di un gruppo bancario ed ho visto delle pratiche dove hanno piegato la gente d’interessi…è giusto che facciano chiudere gli intermediari senza scrupoli come dice crescenzo ma bisogna regolamentare tutto il mercato creditizio partendo propio dalle banche che plaffonano le pratiche alle finaziarie,sono le prime a guadagnarci!!!Secondo me andrebbe revisionata la legge 180 fissando un tetto massimo di provvigioni per una pratica di cessione del quinto,cosi si limita di gran lunga l’operatività delle finaziarie e solo quelle che operano secondo un etica professionale potranno restare in piedi.Dei mediatori creditizi preferisco non parlarne perchè ci vorrebbe un forum ad hoc,posso solo condividere l’opinione di crescenzo e sollecitare da parte degli organi di vigilanza un maggior controllo sulle loro prassi operative che tendono a “spennare” i clienti…bisognerebbe farli chiudere proprio tutti a mio avviso

  • Luca ha scritto:

    Ci si lamenta tanto che Bankitalia stia cancellando molte 106 e 107 dall’albo degli intermediari, ma io mi pongo dei quesiti ai quali vorrei delle risposte. Cosa rischia una 106 rispetto ad una banca? Che responsabilità ha una 106 che fà mera distribuzione di prodotti finanziari di operatori Terzi? Quale tutela ha il cliente finale da una 106? Che garanzie hanno i mediatori e gli agenti da una 106? A mio avviso nulla!!! Allora se gli intermediari devono SOLO lucrare a rischio zero, che ben venga la cancellazione di tutti gli intermediari 106 e 107 che non rischiano mezzi propri!!! Accorciamo la catena distributiva, privilegiamo il rapporto diretto Banca-mediatore, Banca-agente. Solo così si otterranno i benefici per il cliente finale, per i mediatori e per le banche stesse!!!

  • Diego ha scritto:

    Per Luca
    Luca scusami ma credo che tu non hai la più pallida idea di cosa stai dicendo le 106/107 rischiano più di tutti e hanno spese di gestione e controllo molto più importanti rispetto ad altri istituti ; per prima cosa loro vivono con plafond concessi da banche ma non è un semplice passacarte , perchè loro all’interno hanno una struttura molto articolata ( backoffice , ufficio delibere , liquidazioni, controllo quote etc…..)per seconda cosa una volta erogata una pratica non viene archiviata ma ben si deve essere seguita ( appunto dall’ufficio quote ) quindi si crea una coda e tutto questo ha un costo , non a caso in Italia le banche al giorno d’oggi stanno aprendo alle cessioni del quinto ( ma non sono attrezzati per farlo , o meglio con il tempo che fanno una cessione fanno un mutuo guadagnando il triplo )quindi hanno enormi difficoltà un altra cosa , in italia fino ai primi anni del 2000 NESSUNO diceva nulla perchè la cessione veniva considerata un prodotto di nicchia adesso stanno aprendo a nuovi orizzonti , ma sapete quale è lo strumento di riferimento nel 2010 ………il DPR 180/50 cioè redatto nel 1950 …….. quindi credo che il controllo di banca d’italia doveva essere ben diverso entrando a piccoli passi e apportare cambiamenti logici non come un fulmine creando un terremoto in tutto il mondo finanziario senza dimenticare che questa situazione ha portato fino ad oggi più di 2000 posti di lavoro in meno ( e parlo di segretarie e impiegati , non agenti e mediatoti ), riflettete……

  • luca ha scritto:

    Ma guarda…Bankitalia era talmente preoccupata per la clientela
    che ha deciso di tagliare i mediatori.
    Intanto gli unici che non si sono toccati i margini di guadagno sono proprio i soci di Bankitalia
    Oggi per una cessione del quinto il tan è minimo del 6%
    L’assicurazione è inserita nel taeg…ma non è diminuita…
    Gli unici penalizzati sono i clienti che non possono più accedere al prestito per via dei margini di taeg e….i mediatori o agenti.
    Senza contare tutti i requisiti che devi avere per poter accedere alla professione…..poi vai a comprarti la lavatrice e la nonnina del negozio ti fa la pratica di credito al consumo.
    Siamo in Italia.

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