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Anche il Portogallo rischia il collasso

28 gennaio 2010

PortogalloDopo la Grecia adesso si guarda con sospetto al . Dal suo ingresso nella zona euro, il ha sempre mantenuto bassi livelli di crescita e dopo lo scoperto ammanco nelle casse della Grecia si guarda già con sospetto ai numeri presentati dal ministro socialista Josè Socrates. Dall’8% di annuo ultimamente ammesso il Portogallo dovrà attuare una politica di risanamento che lo porti a raggiungere, entro il 2013 il livello del 3 % del Pil di nazionale previsto dalle regole dell’Unione Europea e sarà piuttosto difficile che questo accada; anche se la batosta greca potrebbe aver spinto nell’animo dei portoghesi quel tanto di morigeratezza che li aiuterà a superare la crisi.

Grazie ad una politica di aumento delle tasse, tagli della spesa, socialità e salute il portoghese si è ridotto di 0.1 punti percentuali annui e si prevede che i punti percentuali salgano a 2 con la chiusura dell’anno in corso. Si attende insomma con il fiato sospeso che la Grecia esca con le sue gambe dalla crisi e che il Portogallo riesca a saltare il baratro senza trascinare nuovamente il mercato dell’euro in un clima di instabiltià monetaria che richiederà ulteriori prestiti e politiche di salvataggio.

Fonte: Wall Street Journal Europe 25/01/2010 Pag. 4

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