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Credito al consumo sicuro: ridotti i rischi di furto di identità

12 maggio 2011
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Istituito un sistema informatico anti frode per garantire il credito al consumo sicuro

Il credito al consumo sicuro è l’obbiettivo dell’ultimo decreto legislativo del Governo n. 64, pubblicato sulla G.U. n. 107 del 10 maggio 2011 (modifica il decreto legislativo 141/2010) che istituisce un sistema pubblico di prevenzione delle nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al cosiddetto . Spacciarsi per un altro e comprare beni di consumo con un o chiedere una dilazione o un differimento di pagamento diventerà più difficile. Presso il Ministerno dell’Economia e delle Finanze è stato realizzato uno strumento volto a garantire la tutela del consumatore, delle imprese e degli intermediari: esso è un archivio digitale, consultabile allo scopo di verificare i dati dichiarati dal consumatore,o apparente tale, e smascherare gli impostori.

In che cosa consiste il sistema di credito al consumo sicuro e come si smascherano gli impostori

Qualsiasi cittadino, convinto di aver subito frodi che si configurino nell’ipotesi di furto di identità, potrà segnalare per telefono o con una mail il sospetto della suddetta frode arrecata a suo danno. La segnalazione è assolutamente gratuita: anche intermediari, provider e centrali di rischi potranno inserire le proprie segnalazioni per contribuire a creare un sistema di credito al consumo sicuro. Gli operatori potranno consultare le notizie del data base per verificare se i dati dichiarati dalle persone fisiche siano veri: la verifica sarà effettuata confrontando i dati in possesso da organismi pubblici e privati. Ad esempio, saranno controllate le informazioni rilevate nei documenti di identità, partite Iva, codici fiscali e documenti sul reddito e sulla posizione contributiva o assistenziale. Chi è interessato ad ottenere la verifica dei dati dovrà pagare il servizio, anche se le tariffe non sono ancora state definite dall’attuale decreto. Gli operatori di pubblica sicurezza come l’Arma dei carabinieri, il Corpo della guardia di finanza e la Polizia di Stato, invece, potranno accedervi gratuitamente. Il decreto ministeriale attuativo, oltre a stabilire le tariffe per la consultazione della banca dati, dovrà fissare le regole operative da sottoporre anche al vaglio del garante della privacy. Anche questo sistema, come tutte le maxi-banche dati, solleva problemi di conformità alla legislazione sulla tutela della riservatezza. A tal proposito, il decreto pone il divieto di utilizzo indebito dei dati: non si può consultare l’archivio e conservare i dati per inviare materiale pubblicitario. Altra forma di tutela prevista consiste nell’obbligo a carico degli operatori economici di inviare una comunicazione di avvenuta stipulazione del contratto all’indirizzo risultante dai registri anagrafici della persona fisica titolare del rapporto. Se il destinatario, controllando la comunicazione, si accorge di non avere firmato niente, allora potrà subito denunciare l’accaduto e cercare di evitare guai peggiori.
Per maggiori approfondimenti sul sistema di credito al consumo sicuro leggere il testo della GU del 10 maggio 2011.


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