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Tassi usurari: così Bankitalia colpisce le finanziarie

13 gennaio 2010
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tassi-usurari-trimestraliNella definizione dei nuovi tassi antiusura le Finanziarie hanno avuto di gran lunga la peggio. I nuovi criteri di calcolo dei tassi di interesse introdotti da Bankitalia a partire dal 1° gennaio 2010, hanno favorito le banche, consentendo loro l’applicazione di tassi più alti, e hanno costretto le finanziarie a ridurre i propri margini di guadagno.

Tra le varie novità introdotte della rilevazione dei tassi medi, come abbiamo già spiegato in un precedente articolo, c’è stata l’unificazione dei tassi applicati da banche e finanziarie per anticipi, sconti e altri finanziamenti alle imprese» mentre sono stati separati i tassi di banche e  per la categoria «altri finanziamenti alle famiglie» che presentano livelli di rischiosità più elevati (delega di pagamento).

Il dato viene così commentato da Italia Oggi: “Le banche, e non già le finanziarie, possono così applicare nuovi tassi medi superiori al passato in un periodo in cui il costo del denaro per loro scende vertiginosamente. La possibilità di aumentare i tassi per il sistema bancario, infatti, arriva persino al 58%. Prendendo, invece, in esame i vecchi tassi applicati dalle finanziarie per la stessa categoria di prestiti oggi accorpata, si riscontra una riduzione dei tassi per la classe di importo fin a 5.000 euro da 14,40 a 10,26 e per la classe d’importo oltre i 5.000 euro 10,94 a 5,43.”

In sostanza i nuovi tassi hanno tagliato le gambe alle finanziarie che hanno perso la loro competitività in termini di costo del finanziamento nei confronti degli istituti bancari. Un esempio su tutti per chiarire la nuova situazione è quello dei cattivi pagatori, che se prima potevano affidarsi alle società finanziarie in grado di accollarsi rischi maggiori del sistema bancario, oggi “potranno ottenere un prestito solo in banca perché le finanziarie non saranno ragionevolmente capaci di prestare il denaro agli stessi tassi delle banche”.

fonte: -13 gennaio 2010


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Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n° 235

1 commento »

  • ACHILLE GRANATA ha scritto:

    nessuna testata ha rilevato che la manovra effettuata avrà ripercussioni disastrose per l’economia nazionale. Ridimensionando le società private,700 in tutta Italia, oltre 50.000 addetti saranno a rischio di licenziamento. Le 700 società private muovono circa 20 miliardi di € l’anno, coinvolgendo quasi un milione di aziende. Perchè un’azienda si rivolge ad una società privata e non a una banca? La risposta è semplice, Basilea 2 stabilisce che per accedere al credito bisogna avere una valutazione (rating) ed il credito viene erogato in maniera proporzionale . Un’azienda con scarso rating, non solo non avrà credito, ma quel poco che avrà lo pagherà tantissimo. Ed ecco che B.Italia porta i tassi dei conti correnti al 19.275 % come limite usuraio, ma chi si “scopre” senza avere una linea di credito potrà pagare fino al 29.94%. Le società private invece, che non si attengono alla valutazione attraverso il rating, possono erogare al massimo al 5,43 % 8 (soglia usura 8,145). Così si determina che una privata che può acquistare il denaro solo da una banca, incassare e pagare solo attraverso essa , si troverà a pagare il doppio di quello che ricaverà. Bella mossa in un momento in cui tutte le aziende sono in crisi di liquidità, escludere di fatto le società private che erogano credito. Bisogna ricordare che la provvista di una privata passa solo attraverso una banca, gli è esclusa la raccolta e l’indebitamento sull’interbancario. Ma è evidente il fine persecutorio analizzando una delle voci pubblicate : prestiti alle famiglie. Le banche possono arrivare al 27,195 % e le private al 21,615. Nessuno ha citato che dietro le società affidate dalle private, ricordo, quasi un milione, ci sono più di 2.500.000 posti di lavoro a rischio.

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