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Prestiamoci? Forse è meglio di no!

18 febbraio 2010
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Prestiamoci non conviene. È la lapidaria sentenza di  sul portale dei nato lo scorso anno dalle ceneri del di Zopa e Boober.

La piattaforma virtuale è gestita da Agata s.p.a., società iscritta all’elenco intermediari finanziari, e si appoggia a Banca Sella, che gestisce il flusso di denaro tra prestatori e riceventi attraverso un conto deposito vincolato.

L’associazione ha analizzato le richieste di prestito presenti su ed ha riscontrato che i Taeg sono superiori alle offerte migliori che si possono ottenere dalle banche. Al contrario, chi utilizza il sito per prestare denaro, riesce a ottenere potenzialmente tassi molto vantaggiosi.

“Al momento sul sito di Prestiamoci ci sono solo 11 richieste di prestito. Abbiamo calcolato il Taeg per questi prestiti, tutti di durata 36 mesi: il Tan è il 7%, come costi ci sono l’1,2% sul capitale richiesto, oltre a 1,20 euro a rata indicate nel sito come spese di incasso rata. Non abbiamo tenuto conto delle spese di iscrizione (che al momento non si pagano). Abbiamo ipotizzato un prestito di 2.000 euro da restituire in 24 mesi, per compararlo con i nostri Migliori Acquisti. Il Taeg di Prestiamoci è del 9,94%. Se dovessimo considerare anche i costi di iscrizione a Prestiamoci raggiungiamo un Taeg del 12,74%.”

Confrontando le condizioni di Prestiamoci con le offerte che Altroconsumo ha recensito come  Migliori Acquisti, la piattaforma dei prestiti peer to peer presenta taeg più alti da  2 a 5 punti percentuali.

L’offerta di Prestiamoci, insomma, è davvero poco conveniente.- afferma Altroconsumo-
Probabilmente l’avere un solo tasso per tutti i richiedenti comporta un livellamento verso l’alto dell’offerta, per coprire la rischiosità anche di coloro che hanno un’affidabilità non esaltante.”

Fonte: http://www.altroconsumo.it/prestiti/prestiti-online-tra-privati-prestiamoci-non-conviene-s268033.htm


Finalità del mutuo
Tipo di tasso
Valore immobile Euro
Importo del mutuo Euro
Durata del mutuo anni
Frequenza rate
Età del richiedente
anni
Impiego richiedente
Reddito dei richiedenti Euro
Domicilio del richiedente
Provincia dell’immobile
MutuiOnline S.p.A. - Cap. Soc. 1.000.000 Euro - P. IVA 13102450155
Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n° 235

3 commenti »

  • micaela ha scritto:

    Abbiamo letto con molto interesse l’articolo “Prestiti online tra privati: Prestiamoci non conviene”, pubblicato lo scorso 17 febbraio nella sezione “soldi” del sito “Altroconsumo”.

    L’articolo, però, non coglie alcuni punti qualificanti del modello di peer-to-peer lending (prestito tra persone) che caratterizzano Prestiamoci.

    A chi si rivolge il peer-to-peer lending di Prestiamoci?

    A tutti. Ma, in particolare, ai giovani talenti, ai micro-imprenditori, alle famiglie che devono finanziare cure mediche (il dentista, percorsi di riabilitazione,…), la formazione (un corso professionale, lo studio dei figli, … ), le spese per un matrimonio e via dicendo.

    Molti di questi potenziali prenditori sono persone prive di una consolidata storia di credito, la qualità del loro progetto è un elemento fondamentale per sopperire a questa carenza. Prestiamoci si impegna a dar loro una opportunità in più, favorendo l’inclusione finanziaria e la democratizzazione dell’accesso al credito, adattando all’Italia una nuova modalità di accesso al credito che sta avendo un notevole successo in molti paesi europei e negli Stati Uniti.

    Quanto costa il peer-to-peer lending di Prestiamoci?

    Costa, innanzitutto, quello che prestatori e richiedenti sono disposti a valorizzarlo: il punto di equilibrio è il punto di incontro delle loro reciproche utilità.

    Per il prenditore, poi, il costo è tra i più bassi disponibili sul mercato, se il confronto viene effettuato considerando tutti gli elementi che formano realmente il prezzo.

    Non solo il tasso (che comunque, come evidenziato nell’articolo di Altroconsumo, è più basso rispetto a quello delle offerte “Miglior Acquisto” valide per i non correntisti delle banche). Ma anche altre componenti che il peer-to-peer lending riduce, grazie al significativo taglio dei costi di intermediazione, rispetto al credito tradizionale.

    Il 7% non è un buon punto d’incontro?

    Lo verificheremo nel tempo e, se risulterà necessario, lo modificheremo.

    Ad ogni modo, il 7%, pur tenendo conto delle commissioni, è un tasso di
    assoluto rispetto, per un investimento attentamente vagliato dalla
    piattaforma e con ottime caratteristiche di diversificazione.

    Il TAEG che ne deriva è poco conveniente?

    Non lo crediamo, dalle nostre indagini le persone a cui ci indirizziamo vengono finanziate a tassi molto più alti.

    Prestiamoci è attiva da poche settimane, ma ha già incontrato l’interesse di migliaia tra potenziali prestatori e richiedenti. Permettere di coglierne tutti gli aspetti di valore prima di giudicarlo è un punto fondamentale, su cui Prestiamoci stessa sta investendo, attraverso una serie di incontri con persone e organizzazioni presenti su tutto il territorio nazionale.

    Il rischio, altrimenti, sarebbe equivalente a quello di rigettare preventivamente l’utilizzo dei pannelli solari perché – ancora poco diffusi – risultano “meno facili” da capire rispetto alle tradizionali fonti di energia.

    La strada del prestito tra persone in Italia è tutta da costruire: il confronto costruttivo è, a nostro parere, la strada più efficace da seguire.

    (www.prestiamoci.it)

  • jil ha scritto:

    sono dei truffaldini!!!!

  • blabla ha scritto:

    eheh certo che ce ne vuole di fegato a prestare soldi su prestiamoci, con i tempi che corrono! Dal loro sito sembra che i ritardi nei pagamenti riguardino quasi il 15% delle erogazioni…
    alla larga!

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