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Il prestito d’onore: caratteristiche e modalità di accesso

9 marzo 2011
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Si sente spesso parlare di forme di particolarmente agevolate, per venire incontro a coloro i quali, soprattutto giovani, hanno intenzione di creare una propria impresa ma ne hanno la forza economica.

Una di queste, che vogliamo analizzare nel dettaglio, sperando di dare qualche informazione in più agli interessati, è il prestito d’onore, regolato dal Decreto Legge 21/04/1985 n.185, il quale prevede una serie di contributi, onde sostenere la creazione di piccole aziende, sia in forma di società che di ditta individuale, nei cosiddetti territori svantaggiati della nostra Italia.

Il prestito d’onore viene erogato sotto forma di finanziamento e prevede, dunque, la restituzione della somma con agevolazioni rispetto ai tassi di interesse e modalità di rimborso, infatti esso comporta l’ erogazione di un contributo iniziale  a fondo perduto e di un per la restante parte, a seconda delle tipologie di richieste ed i requisiti di chi si candida.

, franchising e lavoro autonomo sono le categorie a cui si rivolge questa particolare forma di finanziamento; ad ognuna di esse sono richiesti particolari requisiti e concessi prestiti in percentuali differenti.

Se analizziamo le , notiamo che il decreto si rivolge a società semplici, in modo collettivo o in accomandita semplice, di nuova costituzione.

I requisiti richiesti prevedono che  il 50% dei soci, con almeno il 50% di quote societarie rientri nelle seguenti caratteristiche al momento della richiesta: maggiore età, non occupazione da almeno 6 mesi, residenza dal primo gennaio 2000 nei territori definiti svantaggiati.

Per tale categoria sono ammessi investimenti fino a 129.114,00 euro per attrezzature, macchinari, impianti ed allacciamenti, nonchè ristrutturazione di immobili (per il 10%) e beni immateriali; oltre a ciò i contributi sono in grado di coprire anche alcune spese di esercizio.

Per il franchising, il Decreto Legge che regola il Prestito d’onore, prevede finanziamenti per la costituzione di tutti i tipi di società, ad esclusione delle cooperative e delle società di fatto; i requisiti di ammissibilità sono i medesimi previsti per le microimprese.

In questo specifico caso, sono ammessi investimenti per quote di affiliazione relativamente al settore di prestazione servizi e commercializzazione di beni.

Infine, per la categoria autonomi, sono previsti contributi per coloro i quali intendono costituire una ditta individuale, come lavoratori autonomi; i requisiti rispecchiano quelli delle due precedenti categorie, tranne, naturalmente, per la parte riguardante soci e quote societarie.

Ammontare del finanziamento è di 25.823,00 euro per l’acquisto di macchinari, impianti, allacciamenti, beni immateriali, ristrutturazione immobili.

Il contributo a fondo perduto è del 40% dell’ammontare complessivo dell’investimento, il restante 60%  avviene sotto forma di mutuo agevolato.

Non esitate a conoscere maggiori informazioni e dettagli leggendo ciò che il Decreto Legge 21/4/1985 prevede in materia di prestito d’onore.


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